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Dimenticare presto!

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Come recitava il grande filosofo Massimo Troisi (per quelli della mia generazione non è stato solo regista e attore) in una chicca televisiva intitolata “Morto Troisi Viva Troisi”, nella quale in maniera tristemente profetica ricostruiva le reazioni di personaggi alla notizia della propria morte; c’è una gag memorabile nella quale si rivolge al Presidente della Repubblica, allora il grande Sandro Pertini, accusandolo che durante il discorso di fine anno aveva puntato l’indice verso la Sua famiglia chiedendo conto dei soldi del terremoto del Belice (n.d.r. avvenuto nel 1968 e il film si registrava dopo quello del 1980). Famoso è anche un suo resoconto, in un intervista resa a Pippo Baudo nella quale chiede perché tutti i soldi del post-terremoto dell’Irpinia non fossero stati distribuiti, dividendoli a tutti gli abitanti dei luoghi: avrebbero guadagnato milioni.
Tutto questo giro di parole per ricordare innanzitutto un genio del nostro recente passato e per andare contro un sport tra i più diffusi in Italia soprattutto in questi casi: “Dimenticare”.
Quanti come me hanno vissuto il tremendo sisma del 1980 avvenuto dalle nostre parti, paradossalmente vedendo i video che scorrono ricorrono gli stessi volti le stesse storie le stesse disgrazie; un terribile deja vu, in pochi giorni si torna tutti di nuovo ad essere esperti di faglie tettoniche diventano familiari termini come sciame sismico epicentro etc. ma poi c’è il campionato che incombe c’è Pasqua con le abbuffate e poi i weekend insomma, la “normalità” che ci farà inesorabilmente dimenticare.
Qualcuno, dirà meglio così, altrimenti non si campa più, ed è vero ma intanto la vita non può sempre continuare rassegnandoci e, ad ogni situazione del genere, contare i danni irreversibili ma soprattutto i morti. Non dobbiamo rassegnarci a questo; siamo poco meno sismici del Giappone eppure l’ultimo sisma di magnitudo poco più 7 (tutti sappiamo in questi giorni cos’è il Magnitudo quello di questi giorni poco più di 6) ha provocato 3 morti per infarto ed erano tutti ultranovantenni. Il non rassegnarci che intendo, è quello di sapere che i nostri figli vadano in scuole sicure (2002 San Giuliano di Puglia oggi l’ostello degli studenti universitari) e sapere che le tante tasse che paghiamo almeno servano a qualcosa.
Scusate la divagazione ma a volte dimentico che curo una rubrica di carattere economico e quindi sarebbe bello poter scrivere che il nostro Stato di fronte a questi eventi ha delle coperture che consentono il ripristino per i “sopravvissuti” almeno di un ritorno a breve di una parvenza di normalità, ma non è così. Arriveranno sicuramente fiumi di soldi che in questi casi saranno forse rendicontati ( ricordate Pertini con il Belice) perchè è giusto saperlo che alle 3 e 33 di quella notte vi era già chi gioiva perchè il terremoto abbiamo imparato è anche un gran bel business.
Da buoni napoletani, in quei luoghi mi piacerebbe portare qualche sorriso proprio in questi giorni di festa o accontentarci di augurare che tutto passi al più presto con le parole di un altro grande uomo della nostra terra Eduardo: “Adda passà ‘a nuttata”

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