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I nuovi pirati

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Certo nel nostro immaginario, la figura del Pirata, rievoca sogni mozzafiato fatti da bambino dopo un racconto avventuroso: i costumi sono molto affascinanti e il mito non tramonta come nei recenti film della Walt Disney. Negli anni abbiamo imparato a conoscere la Pirateria informatica che naviga nell’Oceano del Web, ma negli ultimi giorni sono saltati alla cronaca dei pirati che, operando prevalentemente nelle zone dell’Oceano Indiano teatro delle storie avventurose di cui sopra, hanno non solo rievocato fasti antichi ma riacceso la preoccupazione di molti Stati interessati a quelle rotte, commerciali o turistiche tali da svegliare una coalizione internazionale che pattuglia con navi militari la zona (Golfo di Aden subito dopo lo stretto di Suez verso le Indie).

Ci hanno raccontato, e ci crediamo, che si tratta di criminali senza scrupoli con il solo scopo di sequestrare navi per chiederne successivamente lauti riscatti. Come preannunciato, ci crediamo, ma qualche giornalista proveniente da quella zona o blogger (che come ci informano i colleghi di “Internet e dintorni” è la nuova forma di approfondimento di notizie a livello mondiale), il fenomeno è andato crescendo immediatamente dopo le enormi onde del tragico Tsunami del dicembre 2004 quando sulle coste del paese africano, la Somalia appunto, si riversarono centinaia di fusti “non bene identificati” e che in seguito si scoprirono essere stati scaricati da “non ben identificate” navi (di solito mascherate da pescherecci d’altura) che scaricavano grazie ad accordi con i trabballantissimi governi che in Somalia si succedono da almeno 40 anni e grandi multinazionali industrie e a volte tristemente Stati, senza scrupoli.

Visto che di contraddizioni sui rifiuti, noi le abbiamo vissute e il nostro giornale puntualmente le ha raccontate e ne racconta ancora, sembrava giusto, dare spazio e mettere un minimo di dubbio in notizie che sembrano tutte belle e impacchettate. Basti pensare ai sequestri in Niger dove a fronte di una popolazione ridotta ad una fame “nera”, ci sono le più grandi compagnie petrolifere che, soprattutto prima di questa crisi hanno fatto affari colossali; la questione del Dafur dove si estraggono i diamanti più preziosi della Terra.

Questi moderni bucanieri, cercherebbero quindi di porre all’attenzione del Mondo la loro condizione di pattumiera terreste e l’unico mezzo che hanno, vista la collusione del loro Stato con i criminali ecologici, è fare appunto i Pirati.

Insomma, questo voleva solo essere la testimonianza che soprattutto quando si tratta dell’Africa, in situazioni che sembrano apparentemente lineari, ci sono in realtà “doppifondi della verità” difficili da scovare e, vogliamo credere che si tratta di spietati criminali che hanno come unico scopo l’arricchimento personale, di altre o di solite Mafie ma visti i tempi, un minimo di dubbio è lecito averlo.

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