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Il confronto ideale

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Qualche mese fa nacque un dibattito, su queste pagine, che apriva una discussione su un argomento, che a mio avviso, non meritava di spegnersi troppo presto, senza averne ancora esaurito il tema. Si parlava del decadimento della società civile qualianese e delle ragioni che l’hanno portata ad esso. Purtroppo registrammo solo un intervento che, nonostante il contenuto prevalentemente di “difesa” per l’operato dell’intervenuto, portò comunque un notevole contributo alla discussione. Ci aspettavamo però che i “veri attori” della politica e della società civile in generale, si esprimessero per dare ai lettori, che per la stragrande maggioranza vivono proprio su questo territorio, altri spunti di riflessione o ancora idee e progetti per venirne fuori.
Come molti si aspettavano, però, ciò non accade. La classe dirigente locale preferì tacere, in barba a quel “confronto ideale” che oggi qualcuno va sbandierando sui volantini, dimenticando però, quando doveva essere il loro turno, che essi hanno preferito stare zitti. Peccato!
«Non siate ipocriti: quel confronto siete i primi a non volerlo!»
Ora affermano che la “stampa mercenaria (quel giornale che esce in rete)… delude i cittadini” come se i politici locali, al contrario, li avessero soddisfatti in tutti questi anni durante i quali la loro presenza è stata pressoché permanente, dentro e fuori… contro e a favore.
In quest’ultimi tempi sul territorio (non solo Qualiano) sono presenti, per fortuna, svariate testate giornalistiche: carta, tv, radio e internet dove non manca la qualità, ma ahimè, dove spesso è possibile tovare, anche con occhi meno esperti, articoli anacronistici ed estemporanei che nulla hanno a che vedere con l’informazione reale, ma che si possono facilmente interpretare, con giusta ragione, come scambi di favori tra editori o giornalisti da un lato e politici o imprenditori vicini alla politica dall’altro. Noi senza mezzi termini e con una punta di orgoglio, possiamo affermare di non averlo mai fatto e di non sentirne il bisogno: le idee espresse su questo giornale sono sempre state libere e per questo forse anche molto criticate. Chiunque: dal cittadino al sindaco, l’intellettuale (ce ne fossero tanti!), l’associazione, il politico di qualunque schieramento, ecc… ha trovato sulle nostre pagine lo spazio per manifestare le proprie idee… liberamente.
Questo giornale non è un’impresa. Non lo è forse proprio per questo motivo: ci siamo sempre rifiutati di accettare proposte e compromessi in tal senso e non abbiamo mai chiesto o accolto i contributi dalla politica.
Cosa vogliono costoro da quel giornale che esce in rete ?
Non possiamo saperlo. Ma possiamo dirvi che il “tempismo” tradisce ogni ragionevole causa. Se hanno taciuto quando sedevano in panchina, ora che sono “scesi in campo” vogliono giocarsi la partita fino in fondo… e la “visibilità” in politica, si sa… è l’arma migliore.

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