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Chi salvera’ il mondo?

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Un giornale come il nostro, deve necessariamente guardare al futuro: oltre i numerosissimi resoconti di cronaca, che in queste zone, purtroppo, non mancano mai, abbiamo il dovere però, ad un giovane che si avvicina alle nostre pagine, di dare una speranza. Non è accettabile come dicono alcuni, che è meglio nascondere per non abbattere moralmente, anche perché, quando ci capita di confrontarci con i nostri figli, constatiamo che alla fine su molti argomenti di carattere collettivo, come ad esempio l’ecologia, ne sanno più di noi.
Dato che come abbiamo visto, parlare di economia significa parlare di tutto, e principalmente vogliamo vedere, come “Pasquale” di Totò (il personaggio del famoso sketch reso celebre dal Principe dela risata), «questi dove vogliono andare a parare», non possiamo non capire come il nostro futuro e cioè i giovani si preparano ad affrontare quello che gli abbiamo lasciato e soprattutto quello che lasceremo.
Evitando di divagare, tutti noi abbiamo vissuto l’emergenza rifiuti, e non volendo più incorrere nel rischio di vedersi cumuli di rifiuti all’altezza della finestra, dovremmo incitare le Istituzioni ad adottare sistemi per evitare nuove crisi, invece aspettiamo “l’uomo forte” , il super-eroe che risolve ogni problema senza farci cambiare abitudini e rimandiamo i problemi. I bambini invece no; in taluni casi sono loro che ci chiedono di differenziare la spazzatura a casa come fanno nelle loro classi per esempio, insomma: la vera coscienza ecologica.
Il fenomeno ha assunto notevole interesse, tanto da spingere vari istituti di ricerca ad avviare studi in merito; team di esperti ne valutano gi effetti, in quanto, pur essendo una materia abbastanza complessa (per fortuna soprattutto per gli adulti), i bambini mostrano maggiore sensibilità, mostrando un amore verso l’Io “natura” molto spiccato. Ci si può trovare di fronte ai propri figli che ci invitano a “non prendere l’auto per non immettere Co2 nell’aria che scioglie i ghiacci e fa morire il loro amico Orso Bianco”.
L’attenzione sui giovani è fondamentale; quando abbiamo parlato che dalle ceneri di questa crisi è necessario far nascere “un mondo nuovo”, ma soprattutto un modo differente di affrontare le cose , ci dobbiamo persuadere che l’unico modo per farlo è “preparare” le nuove generazioni, scusandoci con loro per quello che lasciamo e pregandoli di non imitarci, e amare veramente la Terra l’ambiente che ci circonda, in quanto “unica fonte di vera ricchezza duratura“. Lo slogan potrebbe essere “se amiamo noi stessi amiamo la nostra terra”.
In questi giorni, anche grazie al clima favorevole, si moltiplicano le iniziative di vari enti per pulire i parchi e le spiagge; io spero che questo tipodi manifestazioni non siano considerate “straordinarie” e che tutti gli utilizzatori di degli spazi pubblici abbiano a cuore la bellezza e la cura del bene comune, in modo da lasciare sempre e comunque pulito, anche ascoltando le preoccupazioni dei nostri figli.
Per concludere, così come nello sketch di Totò con Pasquale che affermava di voler vedere “questo stupido dove vuole arrivare tanto io non sono Pasquale”, noi dovremmo capire non possiamo permettercelo, siamo tutti Pasquale; aiutiamoci a cambiare veramente per sperare in un Mondo diverso!

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