HomeVarie«Le regole ci sono basta semplicemente farle rispettare»

«Le regole ci sono basta semplicemente farle rispettare»

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Egregio direttore,
non so a chi indirizzare questa mia: se a Lei, se al Sig. Sindaco di Qualiano, oppure a tutti i lettori di
Internapoli ed a tutti i qualianesi, sperando che Lei mi perdonerà se Le sottraggo un po’ del Suo prezioso tempo.

Ordunque, voglio segnalare quello che, a mio modo di vedere, non va in questa nostra Qualiano, facendo ricorso ad un vecchio inizio di ogni favola: C’era una volta… Ed allora, ecco quello che da tanto tempo mi frulla per la mente. Dunque… C’era una volta…. L’obbligo di allacciare le cinture. Oggi, purtroppo, non vi è traccia di gente al volante che mette la cintura;

C’era una volta… l’obbligo di mettere il casco. Oggi incoscienti centauri, in una percentuale di molto superiore anche a Napoli città, scorrazzano per la vie della città, a forte velocità e senza casco, incuranti dei vari ed accorati appelli del Sindaco;
C’era una volta.., il divieto di usare il cellulare durante la guida. Oggi
tantissimi guidano col cellulare attaccato alle orecchie e, quello che più indispettisce, sotto il “vigile” sguardo di qualche preposto alla sorveglianza;
C’era una volta.., la sosta ad orario. Oggi si sosta senza apporre o aggiornare il disco-orario e si lascia la macchina per ore; non Le dico quanti autoveicoli sono lasciati in doppia fila o in qualche passo carraio per parecchio tempo, sol per comprare le sigarette, con conseguenti imprecazioni da parte dei fruitori di tale passo carraio (vedi Parco Mancino, sia lato Corso Campano che Piazza Rosselli vicino all’Ufficio postale);
C’era una volta.., il divieto di accesso. Oggi tutti vanno contro senso, specialmente nelle vie Turati e Silvio Pellico. Anche qui indispettisce vedere conducenti che vanno contro senso ed hanno la pretesa di procedere in precedenza su quelli che marciano nel senso obbligato;
C’era una volta.., il divieto di depositare negli appositi contenitori l’immondizia al di fuori degli orari stabiliti. Oggi, malgrado esistano ancora un bel cartellone a firma dell’allora Assessore del ramo Arch. Salvatore Onofaro (oggi Sindaco) e un beh avviso fatto affiggere per le vie del paese a firma dell’attuale Assessore all’Ambiente Dott.ssa Marianna Zara, molta gente deposita l’immondizia a tutte le ore del giorno. Fa rabbia vedere gente che, strafottentemente ed a tutte le ore del giorno, magari dopo poco che è passato il camion per il ritiro dell’immondizia, deposita i vari sacchetti nei contenitori posti in prossimità di Scuole pubbliche, come avviene in Via Di Vittorio, in prossimità della “Santa Chiara”, ed in Via Silvio Pellico, in prossimità della “Teresa Cacciapuoti” (nella loro inciviltà, mica possono scomodarsi ad uscire di casa dopo le ore 21, come da disposizione! E più “salutare” buttare la “monnezza” quando la mattina escono per fare la spesa. E poco se ne fottono se poi i bambini delle scuole respirano un po’ d’aria insalubre!);
C’era una volta.., il marciapiedi. Oggi non esiste che uno spazio ristretto per far transitare in fila indiana, come i monaci (o come le pecore?), i poveri pedoni. Tutto lo spazio, o buona parte di esso, è occupato da mercanzie varie o da macchine in sosta o, alcune volte, da moto o biciclette in continuo zigzagare. Ha provato qualche volta, Signor Direttore, a portare a passeggio un bimbo in un passeggino? A me è capitato ed ho dovuto tantissime volte scendere dal marciapiedi ed andare nella strada, a rischio di essere anche investito da qualche auto il cui conducente ha fretta (perché questo è un mondo in cui tutti hanno fretta di andare o di arrivare alla meta).
C’era una volta.., il servizio del trasporto pubblico. Ai tempi della ditta Elia, mi dicono alcuni amici di Qualiano fruitori di tali mezzi, si “mettevano gli orologi”, senza aspettare il delizioso cinguettio dell’uccellino di annunciava l’ora esatta (chi lo ricorda?). Oggi si aspettano delle ore per andare a Napoli e, malgrado l’intervento della Dott.ssa Vittoria Pirozzi, nessuno prende l’iniziativa per una sollecita soluzione del problema. E poi s’invita la gente a lasciare in garage la macchina…
C’era una volta… Ci sarebbero ancora tanti argomenti da trattare, ma mi fermo qui per non tediare oltre Lei, signor Direttore, e tutti i lettori di Internapoli, sperando in una indulgenza da parte loro ed in un vivo interessamento d chi è preposto ai vari problemi. Se questa mia coglierà nel segno, mi riterrò soddisfatto ed orgoglioso di aver reso alla comunità un meritorio servizio.

Con tutta la mia stima
Francesco Greco







Carissimo signor Francesco Greco,
La ringrazio innanzitutto per aver scritto e per avermi chiesto la pubblicazione di questa lettera. Sono sicuro che come me, molti lettori apprezzeranno la Sua iniziativa, cioè, quella di prendere carta e penna e scrivere una lettera per sottoporre all’attenzione della stampa e delle Istituzioni i problemi che affliggono il territorio. E’ senza dubbio un modo per risvegliare le coscienze non solo della classe dirigente che ha facoltà di agire per garantire una migliore condizione sociale, ma anche di tanti cittadini assuefatti e ormai privi di speranza che non provano più nemmeno a reagire di fronte alla deriva sociale che lei stesso ha giustamente descritto.
Sono sicuro che le questioni da Lei sollevate giungeranno rapidamente al Sindaco di Qualiano Salvatore Onofaro, che se vorrà potrà replicare come è già accaduto nel recente passato in analoghe situazioni.
Per quanto mi riguarda posso dirLe che ogni gesto, ogni iniziativa rivolta a migliorare la società, anche se piccola, ma fatta con convinzione e fiducia, non può che portare benefici.
Rivolgo inoltre un invito ai tanti “anonimi commentatori” che spesso si limitano solo a criticare l’operato degli altri, ad uscire allo scoperto ed a fare proposte costruttive approfittando degli spazi che InterNapoli mette a disposizione: scrivete a [email protected]

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Aniello Di Nardo

Direttore InterNapoli.it

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