HomeVarieQualiano, bollette «pazze»: E adesso chi paga i danni?

Qualiano, bollette «pazze»: E adesso chi paga i danni?

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Pur non essendo un esperto in materia, vorrei entrare nel merito della discussione sulle “bollette pazze” che da settimane preoccupa molte famiglie qualianesi. Negli ultimi giorni ho visto molte bollette, ho discusso con alcuni dei cittadini che si sono visti recapitare cartelle esattoriali di importi superiori ai 2.000 euro ed ho assistito al convegno promosso dal Pd e dall’Udc dove tra l’altro era presente anche il sindaco Onofaro.
A prescindere dalle soluzioni proposte dalla maggioranza e dall’opposizione: «Ricorso sì… ricorso no…», vorrei attirare l’attenzione dei lettori su un altro aspetto che, a mio avviso, è stato trascurato. Da oggi, migliaia di contribuenti qualianesi dovranno fare i conti con istanze di autotutela, moduli da compilare, fare code davanti agli sportelli e agli uffici comunali, anticipare spese legali e nella migliore delle ipotesi spendere circa 30 euro di marche da bollo… e tutto questo grazie a chi?
Tutti (maggioranza e opposizione) sembrano concordare su una soluzione che sembra essere quella più ovvia: “spalmare i consumi attribuiti (erroneamente) ai soli anni 2006-2007 a partire dal 2002, anno dell’ultima lettura dei contatori idrici fino al 2007”. Se la soluzione trovata è anche quella più equa, perché non è stata adottata fin da subito?
A quanto pare non si tratta semplicemente di trovare un accordo tra il cittadino e l’amministrazione comunale, ma al contrario, si tratta di adottare un metodo “equo” ed “onesto” per chiudere una partita lasciata aperta dal lontano 2002 non certo per colpa del contribuente che suo malgrado, oggi si ritrova a dover farsi carico di ulteriori spese ed oneri, per far rispettare un suo diritto. Non è mai tardi per porre rimedio ad un “errore”, ma chi pagherà i “danni” ai cittadini?
In sostanza, quello che vorrei portare all’attenzione dei lettori è che non solo non è giusto liquidare la questione con una “soluzione”, tranquillizzando il cittadino e indirizzarlo verso la strada più adeguata, ma è necessario capire se vi siano delle responsabilità e nel caso vengano individuate, agire di conseguenza con i dovuti provvedimenti.
Mi sembra strano che solo aver recapitato migliaia di bollette ci si accorge che i “conti non tornano” e guarda caso “a discapito del contribuente”. Al comune hanno forse un distributore automatico di bollette che nessuno può controllare fino al recapito? O vi sono uffici preposti, impiegati, operatori, responsabili e dirigenti che con il loro lavoro quotidiano, pagato con i soldi dei contribuenti, ottemperano a questi compiti neanche tanto complicati? Non è mia intenzione accusare qualcuno in particolare ma credo di esprimere un dubbio “legittimo” che da ieri sera centinaia, se non migliaia di contribuenti, hanno manifestato: «A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca» la frase è del celebre senatore a vita Giulio Andreotti e mi sembra che faccia proprio al caso nostro.
Ho rivolto questo mio (e di tante altre persone) dubbio al sindaco Onofaro il quale mi ha risposto che “non si potevano automaticamente spalmare quelle somme sugli anni già esatti, ma per farlo occorreva un concordato”, ma allora mi chiedo: quale criterio è stato utilizzato per stabilire i consumi idrici del 2006 e del 2007 se non una buona dose di discrezionalità? Non si poteva usare la stessa discrezionalità per adottare fin da subito il metodo che oggi è ritenuto più equo? Effetti collaterali di una burocrazia “burlona”, leggerezza o piano premeditato da apparati occulti del potere?

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