HomeVarieBollette pazze?: «Cosi' la giunta c'ha messo una pezza»

Bollette pazze?: «Cosi’ la giunta c’ha messo una pezza»

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Alla fine il rimedio è arrivato. Proprio così, perché chiamatelo “concordato idrico” oppure “rideterminazione dei consumi idrici” in sostanza questo provvedimento “mette una pezza” su un errore commesso da chi tanta voglia di fare le cose per bene proprio non l’aveva. La soluzione adottata dall’amministrazione di Qualiano con la delibera numero 120 è la dimostrazione che un metodo equo per far pagare l’acqua ai contribuenti era possibile ed è sempre stato lì… a portata di mano. Non faccio i complimenti a chi ha adottato questa “nuova” soluzione, non perché non siano stati bravi, anzi, apprezzo e come me molti cittadini di Qualiano, la tempestività messa in atto per giungere al cosiddetto “concordato idrico”, ma ancora non ho sentito parlare esplicitamente di “errore commesso”. Il tutto è stato fatto nel corso di quest’amministrazione, sia il danno che il rimedio, ma nessuno si è apertamente assunto la responsabilità di quanto accaduto. L’ho già detto in un precedente intervento e lo ripeto: se vi è un responsabile va individuato e punito, altrimenti situazioni come questa continueranno a verificarsi e gli unici a rimetterci, come sempre, saranno i cittadini.
L’idea di una burocrazia e in particolare dell’apparato pubblico “menefreghista” è già fortemente radicata, in particolare al sud e suonerebbe altrettanto spavaldo e arrogante che chi ha sbagliato continui a svolgere le stesse mansioni di prima, magari (o peggio) ottenendo anche una bella promozione, a discapito dell’intera collettività.

Classe dirigente alla deriva. Alla politica, forse, manca proprio il coraggio di agire in modo esemplare nei confronti di chi sbaglia. Ragioni di opportunità e di convenienza al solo scopo di mantenere precari equilibri, frenano il già lento percorso verso un incerto sviluppo economico e sociale, se poi si aggiunge la poca voglia di lavorare da parte di chi per giunta non soffre la crisi economica, perché lo stipendio a fine mese arriva sempre, in periodi come questo, allora si sfiora il paradosso.
Non me ne vogliano i lavoratori onesti che spesso si accollano (sbagliando) anche le mansioni altrui, solo per quieto vivere, ma se parlo e dico ciò che penso lo faccio anche a nome di tanti cittadini che come me, conoscono l’andazzo, ma purtroppo si sentono impotenti e oltretutto vittime di un sistema radicato e “quasi” infallibile. Smettiamola di fare finta che tutto procede regolarmente. Se esiste una casta dei politici, esistono anche altre caste i cui appartenenti sono diventati ormai “intoccabili” e spesso collusi con il mondo dell’imprenditoria e dei liberi professionisti, il cui unico scopo è curare i propri interessi… non quelli della collettività, motivo tra l’altro per cui sono pagati.

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Serve coraggio. Attraversiamo un periodo difficile, dominato dall’incertezza e questa classe dirigente non ha altra scelta che essere decisa e determinata, non solo per una questione morale, ma anche e soprattutto perché ormai il fondo lo abbiamo già toccato. Non abbiamo scelta: o si comincia a lavorare sul serio, con oculatezza, controllo e soprattutto “coraggio” oppure ai nostri figli possiamo anche dire di trovarsi un altro posto per vivere, perché qui non c’è speranza.

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