Quattordici mesi fa veniva dichiarata “finita” l’emergenza rifiuti. Oggi a Napoli e provincia si torna a parlare di “problema rifiuti”, senza mai però nominare il termine “emergenza”. La situazione comunque comincia a destare serie preoccupazioni, perché sia in città che in molti comuni dell’hinterland aumentano i cumuli di rifiuti non raccolti per giorni, in modo particolare gli ingombranti, che invadono le periferie e negli ultimi tempi, cominciano a farsi vedere anche in prossimità dei centri abitati. Bertolaso in estate lanciò l’allarme e accusò un gruppo di comuni “canaglia” (undici in tutto) di “non provvedere alla rimozione sistematica dei rifiuti” paventando per loro il commissariamento. Ai sindaci non andarono giù le “esternazioni” (così venivano definite) del sottosegretario Bertolaso, e seguirono accuse al commissariato e proclami per l’avvio della raccolta differenziata. A pochi mesi dalla scadenza del termine per il raggiungimento del 25% di raccolta differenziata, le cose non sono affatto cambiate, anzi, si può dire che siano molto peggiorate.
Rifiuti ingombranti accatastati lungo le strade, piccole discariche in pieno giorno, la raccolta differenziata che stenta a decollare, i ritardi nella costruzione dei termovalorizzatori che dovranno affiancare quello di Acerra, l’unico allo stato funzionante: a Napoli e dintorni, ma piu’ in generale in tutta la Campania e proprio la presenza di rifiuti ingombranti nelle strade del capoluogo ha riacceso i riflettori su un problema che sembrava in via di risoluzione. Fa da sfondo una questione di civiltà. Dal canto suo, Bertolaso lo ha ribadito ancora in questi giorni affermando: «Non credo che chi getta un frigorifero in strada faccia lo stesso con carte e mozzicone di sigaretta nel salotto di casa propria. Basta chiamare la società adibita alla rimozione dei rifiuti per smaltire facilmente gli ingombranti. Non e’ una questione strutturale o organizzativa, ma culturale», chiosava il sottosegretario. Tuttavia mancano i controlli e “pene e sanzioni” non vengono applicate.
Per fortuna dunque il problema non riguarda la “normale raccolta dei rifiuti”, i cumuli che si possono scorgere ai lati delle strade sono, nella maggior parte dei casi, formati da materiali ingombranti: elettrodomestici, mobili, materassi. Chi sperava di tornare alla normalità in tempi brevi, però, dovrà attendere ancora per molto, poiché, tranne qualche “oasi felice”, difficilmente Napoli e i comuni dell’hinterland riusciranno a raggiungere la quota del 25% di raccolta differenziata entro dicembre prossimo. Molti di essi presentano ancora gravi carenze strutturali nei servizi predisposti per far fronte alle esigenze. Dopo la “stoccata” di Bertolaso non sono mancati gli annuncia e i proclami per “l’avvio della raccolta differenziata”, ma quanti riusciranno a farcela in così poco tempo?

