Egregio direttore, da qualche anno stiamo forse vivendo uno dei periodi più bui e confusi del Commercio qualianese. Ci riferiamo anche alle varie lotterie che a detta degli organizzatori, sarebbero finalizzate al rilancio del commercio, ma a noi non sembra proprio così. Da troppo tempo i commercianti sono in ginocchio per vari motivi, dalla irresponsabilità del Comune “latitante” (In quanto tutti i componenti dai consiglieri agli assessori sono venuti meno a tutto il programma elettorale inerente al commercio e non solo, è così che un programma elettorale diventa carta per differenziata) e dall’oligarchia di alcuni amministratori locali e rappresentanti di categoria; ma veniamo alle lotterie che dovrebbero servire per rilanciare il commercio locale: dove vengono acquistati i premi? Forse fuori Qualiano? Forse da amici conoscenti che fanno dei buoni prezzi? O in qualche centro commerciale? Secondo noi l’incasso deve restare a Qualiano, anzi si potrebbe far vincere più persone dandogli dei buoni acquisto da spendere presso i commercianti di Qualiano, questo farebbe girare più acquirenti per il paese aumentando poi l’offerta dei commercianti sotto il punto di vista qualitativo e quantitativo.
Da anni stiamo cercando di attuare il centro commerciale all’aperto, ma il comune e la maggior parte dei commercianti ci ostacolano. Dovete sapere che attuare un progetto di centro commerciale all’aperto farebbe arrivare dei fondi gratuiti per l’arredo urbano, parcheggi ecc…, ma la pigrizia mentale dei nostri amministratori locali amici degli amici dell’amico ecc…, non lo rende attuabile. Stavamo impostando un discorso Nazionale per obbligare alla chiusura dei centri commerciali nelle domeniche di questo periodo, per aiutare i piccoli commercianti locali e per avere un giorno mensile di riposo totale per fare il centro commerciale all’aperto, ma a livello locale questa proposta non è stata neanche presa in considerazione: non và perchè alcuni amministratori locali promettono posti di lavoro nei centri commerciali ed è a loro che fonirscono tacitamente l’aiuto concreto in queste problematiche, non certo ai piccoli commercianti.
In questo marasma ed in questo clima oligarchico, c’è che si inventa persinio lotterie senza scopo di lucro, sulle quali noi dell’Associazione Qualiano Confazienda nutriamo molti dubbi. Chissà cosa si avrà in seguito, ci stiamo chiudendo in noi stessi per morire prima? Assistiamo a consiglieri comunali che la mattina hanno da fare e non possono partecipare ai lavori delle commissioni per poi criticare le scelte di chi era presente. Siamo alla frutta “il cervello è in pappa… e non serve l’università per averlo”; ma lo vogliamo capire una volta per tutto che il compito di amministratore locale è un servizio reso alla collettività? Che gli assenti hanno sempre torto e devono stare alle decisioni di chi con sacrificio o interesse partecipa? Il popolo deve comprendere che nessuno può dare più o promettere posti di lavoro o altro, ma bisogna lavorare per tutti e non solo per il proprio tornaconto. Molti proprietari aumentano i fitti per avere più utili, spesso gli importi dei fitti differiscono tra quellio ufficiali ed ufficiosi; ma non si rendono conto che molte attività hanno chiuso e molte stanno per chiudere per gli eccessivi costi di gestione? Non esiste nessuna attività non toccata dalla crisi e quindi gli incassi non riescono neanche a coprire le spese. Dobbiamo essere tutti un pò più spartani nell’esigenze, non si può avere o fare sempre tutto. I proprietari a volte perdono più di quello che incassano o che volevano realizzare col fitto; meglio affittare a qualcosa in meno ed essere sicuri che ogni mese ritirano il fitto, che averne di più per qualche mese, poi stare diversi mesi con i locali sfitti e magari fare dei lavori di ripristino. Se analizziamo quello che hanno incassato in più rispetto al valore reale o corretto, non sono riusciti a produrre nessun rendita attiva, anzi piuttosto hanno prodotto solo perdite.
La crisi ancora non ci ha insegnato nulla? Svegliamoci lavoriamo tutti gomito a gomito nell’interesse comune e non facciamo sempre come i capponi del Manzoni nei promessi sposi, che si beccavano tra di loro pur andando a morire entrambi i compagni di sventura.
Egr. direttore speriamo di leggere questa nostra nella sua testata, anche se tra i suoi sponsor vi è qualcuno tra quelli da noi richiamati in questa lettera. Confidiamo nella libertà di espressione e di stampa, volendo svegliare i “cervelli” e la volontà dei nostri concittadini.
Aniello Nocera – Giovanni Esposito
Associazione Qualiano Confazienda
Pur condividendo gran parte del vostro “sfogo”, va detto che quando le lotterie sono regolamentate, autorizzate e in più realizzate da associazioni di categoria, se pur criticabili, vanno rispettate. Piuttosto avrei posto l’accento sullo svolgimento delle stesse: gli acquirenti hanno diritto alla quantità di biglietti “dovuta”, in cambio dell’importo di spesa: ogni 10 euro un biglietto, altrimenti è la fiducia stessa degli acquirenti che viene a mancare nei confronti delle lotterie e di conseguenza nei commercianti di Qualiano. Aggiungo anche che un clima non certo “disteso” tra i commercianti a causa di una sovrapposizione di lotterie non giova di certo alla causa, soprattutto quando alla base non vi sono i motivi dichiarati, ma così come traspare con evidenza, vi è una buona dose di rivalsa e ragioni più personali che collettive.
Aniello Di Nardo
Direttore InterNapoli.it


