HomeVarieBruxelles accoglie l'appello degli ambientalisti

Bruxelles accoglie l’appello degli ambientalisti

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Tra i vari comunicati stampa e le email che giungono ogni giorno in redazione, abbiamo trovato interessante la lettera inviata da Sebastiano Perrore e destinata alla rete di ambientalisti campani “RifiutiZeroCampania”, un cospicuo numero di persone che da anni è seriamente impegnata alla lotta contro gli scempi ambientali causati da decenni di emergenza rifiuti. Il tema è quello dei “siti di stoccaggio provvisori di rifiuti” che tocca da vicino anche il nostro territorio, discusso a Buxelles, nella sede del Parlamento Europeo, in seguito alla richiesta di varie comunità attraverso l’invio di petizioni.

il 01 dicembre 09 sono stato a Bruxelles per presenziare ai lavori della Commissione delle Petizioni del Parlamento Europeo in seguito ad una petizione da me inoltrata via email sul sito del parlamento Europeo, in data 15 febbraio 2008, durante la rivolta contro il deposito di Stoccaggio provvisorio, realizzato nel mese successivo nei pressi del Depuratore delle Acque di Marigliano-Nola in località Boscofangone.

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Oltre alla mia petizione sono state discusse petizioni presentate dalla comunità di Serre, di Taverna del Re di Giugliano ed Acerra sull’inceneritore.

La nostra sensazione è stata che si volesse tentare la chiusura della questione, tant’è che c’era stata una tempestiva relazione del sottosegretario in cui dettagliava come avrete moto di ascoltare alla fine del video, la situazione di tutti i siti. La richiesta di una commissione o delegazione in Italia è stata sollevata da più parti, ed alcuni hanno sottolineato la necessità di non fare solo chiacchiere, ma di raggiungere degli obiettivi, anche utilizzando sistemi drastici come il blocco dei finanziamenti strutturali.
Data la possibilità di produrre ulteriore materiale a supporto delle petizioni, non lasciamoci sfuggire questa opportunità.
Credo che si debba fare un lavoro di collezione delle diverse fonti, dei diversi documenti, raccogliere le singole denuncie, le singole produzioni in un lavoro ordinato, che dia evidenza della situazione dei singoli territori, inquadrandoli in un discorso di insieme.

So che le singole comunità hanno sperimentato la frustrazione di vedere inascoltate le tante denuncie, le tante evidenze, le tante produzioni fotografiche, video, ecc, ma c’è bisogno di continuare con maggiore incisività, motivando i propri sforzi sulla base delle ingiustizie perpetrate. Se siamo cittadini con diritti, allora tali diritti ci devono essere riconosciuti, altrimenti le carti costituzionali, le carte dei diritti dell’uomo sono solo belli enunciati di principi privi di fondamento.
Molto spesso le autorità ci hanno risposto che le nostre denuncie erano prive di fondamento, in quanto non basate su dati scientifici, che gli studi che avevamo prodotto, studi commissionati dalle diverse autorità nazionali ed internazionali, erano privi di rilevanza scientifica. Ebbene, richiediamo con forza che vengano prodotti dati da autorità di garanzia, visto che i nostri dati non sono ritenuti attendibili.
Come associazioni, comitati, chiediamo l’intervento della Comunità Europea per produrre dati sullo stato di Salute del Territorio e dei cittadini. Chiediamo che ci facciano sapere il nostro stato di salute, lo stato di salute delle nostre terre con una attività di caratterizzazione, per capire quali siti sono inquinati e quali no, quali terre possono essere coltivate e quali no. Credo questo risponda ad un principio di precauzione, a principi di ragionevolezza.

Presentiamo una petizione congiunta, di tutte le associazioni, di tutti i comitati, richiedendo che venga fatto luce su anni di oscurità.
I soldi delle sanzioni al nostro paese per le inadempienze circa il rispetto delle direttive europee e delle norme in materia ambientale, chiediamo alla CE che vengano destinati alla conoscenza dello stato dell’arte. Senza i dati, non si può conoscere la realtà, dati prodotti da un ente terzo, un ente di garanzia.
Noi conosciamo la realtà, la viviamo, ma chi ci ascolta non conosce la realtà, gli viene fatta conoscere una realtà diversa, una realtà mistificata, una realtà assoggettata ad altri precisi interessi, interessi trasversali e commisti tra politica, economia e criminalità organizzata.
L’unica possibilità che abbiamo è che siano prodotti dati Europei, rispetto ai quali le autorità italiane non potranno metterli in discussione, come hanno fatto con tutti i dati e le documentazioni che abbiamo prodotto.

Un ultima considerazione.
Spesso questi temi, di rilevanza comune, vengono trasformati in strumenti di lotta politica o ideologica. Ciò favorisce la contrapposizione ormai strutturale che esiste nel nostro paese, e fa si che tutti gli sforzi di informazione e di rivendicazione, vengano trasformati in altro, e diventano l’arma per neutralizzare o annacquare tutti i nostri sforzi, fatti passare come figli di una battaglia politica, disorientando l’opinione pubblica ed insinuando il dubbio di una esagerazione della realtà o argomenti pretestuosi
grazie anche agli organi di disinformazione pubblica e privata.
Diamo segni di discontinuità e di unità, indipendentemente dalle appartenenze e dalle ideologie. La posta in gioco è troppo alta per lasciarci ingabbiare e disarmare dalla delegittimazione politica.

vi invio il testo dell’articolo da me pubblicato sui siti locali di Marigliano dal Titolo Emergenza rifiuti ed.doc, ed in più sia il testo della petizione che quello del mio intervento a Bruxelles. C’è anche allegata la risposta della commissione in pdf ed il Comunicato Stampa rilasciato congiuntamente dai comitati di Acerra, Marigliano e Giugliano.

Per chi volesse guardare l’intervento, lo troverete al link che vi allego. Il punto 12 all’ordine del giorno che riguardava le petizioni italiane parte dal minuto 17:30:13 (guarda il video)

Devo dire che sono abbastanza fiducioso e spero che verrà presto la commissione di vigilanza, come pare nelle intenzioni. Prepariamoci per aiutare la commissione che verrà a conoscere la realtà vera e non quella che le autorità vorranno far vedere.

Sebastiano Perrone

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