Se al termine delle Provinciali dello scorso anno, dicemmo che la classe dirigente “non aveva più alibi”, oggi, dopo le Regionali a loro diciamo: «non avete alternative». Per Villaricca e in particolare Qualiano “è una vittoria storica”, così come a Marano con la vittoria di Biagio Iacolare e Corrado Gabriele e, non ultimo, a Melito per la vittoria di Mafalda Amente, tra i più giovani consiglieri regionali.
Il sindaco di Villaricca Raffaele Topo, primo tra gli eletti e il più votato d’Italia del Pd, evidentemente premiato per la sua attività politica da ex consigliere provinciale e da due volte primo cittadino, irrompe nel consiglio regionale, forte di una esperienza politico-amministrativa di rilievo, lì speriamo possa portare avanti il piano di sviluppo per il territorio iniziato proprio da Villaricca nel corso dei due mandati da sindaco, tema tra l’altro rimarcato proprio ieri su vari giornali: «L’impegno del Pd al consiglio regionale sarà rivolto allo sviluppo terrioriale e al rilancio del turismo» ha dichiarato. Il territorio di Napoli nord si aspetta molto, non solo da Topo, ma da tutti gli eletti al Consiglio Regionale chiamati a rappresentarli.
L’hinterland partenopeo, in particolare il Giuglianese, ha premiato il centro-destra quasi ovunque (tranne che a Villaricca), confermando il trend avviato alle scorse Provinciali. Oltre dieci anni di problemi irrisolti, evidentemente hanno pesato molto sul risultato del voto. Caldoro nel complesso ha preso circa un quarto dei voti più dell’avversario e “l’effetto De Luca” ha solo attutito una pesante sconfitta del centro-sinistra, considerata inevitabile dopo l’era di Bassolino.
La vittoria di Michele Schiano, ha invece un significato politico molto importante poiché è riuscito dove aveva fallito cinque anni fa, segno che molte delle lacune sono state colmate e che oggi può godere di maggiore favore nell’attuale assetto del Pdl partenopeo. Per Qualiano è certamente un momento storico, non solo per l’elezione di Schiano, ma anche per la connotazione politica di Comune, Provincia, Regione e Governo: tutti di centro-destra. Qualiano infatti “ha pagato” per anni l’essere di centro destra nei confronti degli enti ai livelli superiori, cosa che ha danneggiato non poco i qualianesi che si sono visti esclusi dal Piano regionale trasporti (con Bassolino governatore) e, grazie ad un Piano regolatore a “vani zero” praticamente imposto dalla Provincia (con l’allora presidente Dino Di Palma), penalizzati nel settore edilizio, traino dell’economia locale. I qualianesi ora si aspettano molto: Provincia, Regione e Governo non potranno continuare a ignorare una situazione economico-sociale ai minimi storici come quella qualianese: la crescità è un percorso obbligato.
Nell’area nord di Napoli lo sviluppo industriale è pari quasi a zero, lo stesso vale per il turismo, senza parlare degli effetti devastanti sull’ambiente lasciati da oltre quindici anni di emergenza rifiuti: peggio di così non è possibile. La Campania, nell’ultimo anno, dopo le Provinciali e le Regionali, si è praticamente trasformata passando dal centro-sinistra al centro-destra. Gli elettori hanno scelto di punire chi li ha amministrati per oltre dieci anni; è normale che tutti si aspettano un cambiamento di rotta. Servono progetti fattibili, idee innovative, coinvolgendo anche le imprese del territorio, favorendo la mano d’opera locale, così da innescare un processo di sviluppo autosufficiente.
Vincere le elezioni non significa aver già risolto i problemi, anzi con la pesante eredità lasciata dai predecessori, aver vinto significa farsi carico di enormi responsabilità e chi è stato eletto era consapevole già prima di candidarsi. Tutto questo la politica lo sa bene, è solo questione di volontà.

