Come disse il grande Eduardo “gli esami non finiscono mai” vale per tutti anche per gli Stati.
Forse nemmeno lui immaginava di quante applicazioni poteva avere questo titolo di una famosa commedia del Maestro Eduardo De Filippo, e non potendo essere indifferenti agli ultimi eventi di cronaca di questi giorni, abbiamo pensato che senz’altro è applicabile anche a quest’ultimo evento: “La Grecia è fallita!” Detta così sembra quasi un evento talmente enorme da non riuscirne a valutarne la gravità, ma invece è da considerarsi, secondo il mio punto di vista, alla pari con gli attentati dell’11 settembre 2001.
In poche parole, senza addentrarci nei particolari, lo Stato ellenico ha accumulato così tanti debiti, non tanto da non riuscire a pagarli ma, fenomeno ancora più grave, tutti i creditori insieme si sono “resi conto” che non potevano pagare nemmeno gl’interessi passivi applicati sui debiti stessi ed hanno chiesto il fallimento. E’ un fenomeno che nella società civile succede purtroppo sovente ma per uno Stato, che fa parte dell’area dell’Euro è veramente un terremoto i cui effetti dovranno necessariamente essere tamponati in qualche modo; si è agito subito con un soccorso interno che ha i suoi difetti in quanto se consideriamo l’Europa unita, è come se fosse il passaggio dalla mano destra a quella sinistra.
Come quando esplose la crisi mondiale con i mutui sub-prime, l’indice severo degli esperti del settore, fu puntato verso chi aveva consigliato al Mondo questi prodotti d’investimento, identificandoli nelle società di “Rating”. Tradotto significa esattamente quello che fanno queste società: valutano, la genuinità e bontà del prodotto finanziario sul mercato.
Per conoscerne le origini dobbiamo andare all’inizio del secolo scorso quando negli States già esisteva una cultura volta agl’investimenti e non volendo rischiare di perdere quanto speso, alcuni “esperti” si sono inventati questo mestiere oggi così importante. Importantissimo e aggiungerei potentissimo basti pensare che le più importanti sono le stesse di allora. Evitiamo di nominarle non facciamo certo pubblicità, non ne hanno bisogno sono da sole in grado di influenzare l’orientamento degli investitori mondiali determinando infinite ricchezze o disgrazie epocali.
Proprio per questo, dopo i disastri economici derivati dalle valutazioni troppo generose espresse da queste aziende nei confronti di alcuni prodotti, acquistati con tanta fiducia e rivelatisi poi “titoli spazzatura”, si pensava perdessero credibilità, invece assistiamo all’attesa spasmodica di conoscere il loro voto. Per voto s’intende proprio il prodotto finale del lavoro, interrogazione, come a scuola, e come lì c’è sempre il sospetto che ci siano i raccomandati che hanno “corrotto” in qualche modo per averne uno ottimo. Le più importanti al mondo si occupano prevalentemente di valutare le società private una sola valuta gli Stati o meglio i Titoli emessi dagli stessi per sostenere la propria economia.
Abbiamo quindi solo accennato al fenomeno rating, ma visto gli eventi mentre scrivo, mi sa che ci saranno aggiornamenti. Speriamo di no perché a cadere non ci sono stavolta imprenditori scapestri o avventurieri, ma c’è un intrera nazione con il Suo bene più prezioso, “il suo popolo”, e le ultim’ora battono che se non ci saranno rimedi avranno presto tristi compagnie.
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