In molti non conoscono il pluricomprensivo Renato Cartesio di Giugliano. In molti ritengono che sia un istituto superiore di serie B: non perchè il personale non abbia la giusta competenza o per la poca disciplina degli studenti che lo scelgono, ma per il semplice fatto di trovarsi in periferia. La periferia diventa nell’immaginario collettivo il simbolo di degrado, malessere e povertà. E’ sempre stato così, purtroppo.
Eppure al Renato Cartesio qualcosa si muove. Le idee sono riuscite a smuovere gli animi sopiti di alcuni studenti; anche qui in periferia, alla faccia degli scettici. Con il primo incontro ufficiale, del 15 Gennaio 2010, presso l’auditorium della biblioteca comunale di Giugliano , con la presenza di quattro studenti del Renato Cartesio, nasce il Comitato in difesa della Scuola Pubblica (CSP). In realtà non è un comitato, (nonostante il nome), bensì un collettivo, al quale qualsiasi studente può prender parte. Il collettivo nasce da un’idea, quella più forte, quella che di più arde negli animi di chi crede in questo progetto: l’idea è quella di dare agli studenti una coscienza di classe, far capire loro che la scuola è nostra, che possiamo contare tanto nell’organo decisionale dell’istituto. Mai prima di quel 15 Gennaio degli studenti, autonomamente, incontrandosi, hanno chiacchierato di argomenti di così larga portata. Il collettivo cresce, si amplia, inizia le sue prime lotte, propone i primi volantini, afferma le proprie idee senza alcuna paura. Da quei quattro ragazzi della prima riunione, nel giro di un solo mese, il collettivo stima circa 30 persone all’attivo.
Trenta ragazzi, che come dei leoni iniziano finalmente la loro lotta. Tanti sono gli argomenti che vengono trattati nelle riunioni del collettivo e tante sono le lotte che finalmente si iniziano. A causa di un paio di articoli pubblicati sulla pagina FaceBook del collettivo, che si scagliavano con veemenza contro le personalità del Dirigente Scolastico e dei Rappresentanti d’Istituto, viene promosso un interessante dibattito sulla libertà d’espressione e si ricorda (o si annuncia per la prima volta) l’esistenza di un articolo nella nostra Costitutuzione Italiana: l’Articolo 21. E’ stato davvero bello vedere ragazzi che nei corridoi parlavano di argomenti come la libertà di stampa e d’espressione, piuttosto che d’argomenti di certo più futili e meno interessanti.
Per far fronte allo stato di precarietà in cui versa il nostro istituto, anche sul piano igienico, il collettivo, con la collaborazione dei Rappresentanti d’Istituto, promuove uno sciopero bianco, nel quale gli studenti hanno mostrato tutto il loro sdegno per le condizioni anti igieniche in cui si trovavano (e si trovano) i bagni della scuola, che per usufruirli bisogna essere muniti di pinne acquatiche. Si è giunti ad un compromesso, che sarà un punto di partenza per le prossime lotte del collettivo. I collaboratori scolastici (ex bidelli) resteranno all’interno dell’edificio al fine delle lezioni per garantire, almeno tre volte alla settimana, che i bagni siano puliti. La nostra richiesta era piuttosto una disinfestazione, che non ci è stata concessa: ma non disperiamo!
Il collettivo è inoltre riuscito a coinvolgere la succursale del Renato Cartesio che si trova a Qualiano, portando circa cinquanta studenti ad uno sciopero CGIL-UDS che è partito da Piazza Garibaldi ed è giunto alla Provincia. Si manifestava contro la riforma Gelmini, che ormai è divenuta legge e contro il governo Berlusconi, senza il quale la riforma non avrebbe avuto senso d’esistere.
Non è stato facile. Nulla di quanto è stato fatto è stato facile. Ci siamo impegnati, abbiamo sudato, abbiamo urlato, imprecato, litigato. Il nome stesso del collettivo (che è un collettivo con una piattaforma a livello nazionale) è stato messo in discussione, per delle nostre scelte politiche. Ma noi resistiamo. Abbiamo già pensato ad un nuovo nome per il collettivo, qualora sia necessario cambiarlo. ControCorrente probabilmente sarà il nuovo nome.
Ringrazio personalmente gli altri tre portavoce del collettivo, che hanno dato l’anima: Carla Galluccio (III D), Vincenzo Cacciapuoti (III F), Carmine Palumbo (I E). Ringrazio, ulteriormente, Raffaele Manco e Marzia Ippolito, senza il cui appoggio il collettivo non si sarebbe formato. E ringrazio chiunque abbia partecipato, senza i quali il CSP non avrebbe ragion d’esistere.
E ringrazio, ulteriormente, InterNapoli.it per l’occasione data al CSP di farsi conoscere.
Carmine Sgariglia


