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Teresa Vitale: lettera aperta al sindaco di Giugliano

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Lettera aperta al sindaco della Città di Giugliano in Campania

Sono certa, conoscendola, che Lei rammenterà stupore ed adirazione da me esternati in sede di Consiglio Comunale, a metà degli anni ’80 – durante la sua sindacatura ’83 – ’88 -, dai banchi del Gruppo Consiliare Comunista, dopo la lettura della comunicazione ministeriale, che dichiarava «legali ed autorizzate» (acquisite) le discariche abusive ed illegali realizzate e gestite dalla camorra, nel nostro Comune, da diversi anni. Non ricordo la “classificazione” di quelle funzionanti fra legali ed illegali, ma ricordo perfettamente alcuni nomi, balzati agli onori della cronaca, – Resit 1 – Resit 2 – Cava Giuliani – Tre Ponti di Parete – Masseria del Pozzo – Novambiente – Cava Vassallo. Il dubbio della loro pericolosità, visto che l’operato di mafia e camorra contrasta con codici e norme giuridiche, etiche e costituzionali, non fece neppure capolino né a livello di governo centrale e tantomeno a livello locale. Dopo oltre vent’anni Vassallo ne sta svelando segreti ed orrori. Sdegno e perplessità erano dettate non certo da saccenteria ed esibizionismo, come insinuò qualche consigliere della Sua maggioranza di allora – DC- PSDI – PRI – PLI – bensì dal ricordo delle preoccupazioni ascoltate da mio nonno paterno, proprietario di un frutteto di puteolane – pesche di pregevole qualità – nella zona Renania, frazione di Villa Literno confinante con la nostra Lago Patria, negli anni ’70, durante i quali, di notte, molto spesso diversi agricoltori ebbero modo di notare “ strani movimenti di uomini, veicoli e mezzi vari, proprio nella linea di confine Giugliano – Parete – Villa Literno.
Stranezze inspiegabili, che s’intensificarono nella zona Ponte Riccio, durante la costruzione dello stabilimento dell’Azienda Selenia, attuale Alenia, dei quali si incolpava gli “zingari” – comunità ROM- accampati in zona. Figuriamoci se ROM o Stranierei Vari, abbiano mai avuto il potere di azioni autonome!!
Oggi, grazie al pregevole e lungimirante operato dei Magistrati, osannati e dileggiati, secondo i destinatari dei loro provvedimenti, conosciamo le nefandezze perpetrate negli anni ’80, un capitolo della storia, di cui però la verità tutta è ancora un mistero.
Nefandezze, scempi ed orrori si susseguono da oltre trent’anni, grazie al sodalizio fortemente consolidato, di connivenze, corruttelle ed affarismi, fra ceto politico (ai vari livelli istituzionali), imprenditoria, il mondo delle professioni, pubblica amministrazione, forze dell’ordine e camorra.
Conosciamo la gravità della situazione, il disastro effettuato, i rischi in atto e le azioni necessarie per evitare una vera e propria Catastrofe Ambientale.
Tocca alla Politica, a quella con la “P” maiuscola ovvero l’agire al servizio e per il bene della collettività.
Anteponga, Sindaco, l’interesse della comunità, che amministra e governa, che Le ha concesso, ancora una volta, l’onere e l’onore di esserne Primo Cittadino, all’interesse di un Partito e di una Coalizione.
E’ innanzitutto, prerogativa del Sindaco amministrare e governare per garantire le migliori condizioni di vita possibile ai/dei propri/e cittadini/e.
Occorre una Sua azione forte e di alto valore simbolico per poter stravolgere, definitivamente, quella considerazione aberrante, che ha catalogato da decenni, negli atti ministeriali, il nostro territorio quale «territorio compromesso» (grazie alle discariche realizzate dalla camorra) una denominazione evidenziata in giallo negli atti ministeriali ed ha ispirato le scelte dei vari governi nazionali e regionali, di questi trent’anni.
Un je accuse che ho lanciato più volte, sia negli organismi dirigenti del Partito a cui ho aderito in passato (PC – PDS- DS), sia in pubbliche manifestazioni, che mi ha molto penalizzata, anzi come si dice in gergo politichese “mi ha bruciata” perché in contrasto con aspirazioni e finalità dei potenti politici di turno e continuerò a contrastare scelte e provvedimenti dettati dall’affarismo e/o dall’opportunismo del momento, ma non mi pento assolutamente delle mie azioni, perciò continuerò a contrastare qualsiasi soluzione impiantistica a base di termodistruzione per smaltire le Eco – Balle di Taverna del Re, come ribadito dai Movimenti Civici, Presidio Taverna del Re – Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania – Rete Campana Salute ed Ambiente e continuerò a lottare fino a quando responsabili e responsabilità saranno offuscate ed occultate.
Auspico, che l’intero Consiglio Comunale di Giugliano, almeno per una volta, sia capace di intraprendere un’azione collegiale – maggioranza ed opposizione mettano da parte particolarismi, personalismi, arroganza ed ipocrisia – per pretendere ed ottenere dai governi regionale e nazionale un serio, proficuo ed urgente Piano Globale di Bonifica, tenendo conto, che si sta consumando, in questo territorio, nel silenzio generale della politica (alcuna voce nè da destra né da centro né da sinistra), dell’imprenditoria, delle forze sindacali e sociali, ai vari livelli nonostante l’allarme della Procura di Napoli, un vero e proprio genocidio.
Verità, giustizia e celerità “per non continuare ad uccidere le centinaia di morti per patologie tumorali” (percentuali agghiaccianti); verità, giustizia e celerità è l’urlo disperato delle decine di donne, uomini e bambini, che convivono e lottano ogni giorno, con il male del secolo, per fare in modo, Sindaco, che le sue sindacature non siano annoverate negli annali della storia cittadina e nazionale, quali sindacature dello scempio territoriale degli anni ’80 e della catastrofe del terzo millennio
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Prof.a Teresa Vitale
Già Consigliera – Assessora
Comune di Giugliano in Campania

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