Di grande magia avrebbe parlato con un pizzico di ironia Eduardo. Il Consiglio comunale del 4 settembre, quello post crisi per intenderci, può essere riassunto con il titolo di una delle sue più belle commedie. Grande magia di un sindaco scaltro o indice di un comportamento politico decisamente discutibile? Dal nostro punto di vista, al di là del giudizio squisitamente “ad personam”, la relazione politica che il sindaco ha illustrato durante il dibattito consiliare che, a giusta ragione, si preannunciava come uno dei più importanti dell’anno, non può che essere definita deludente. Come deludente, anche se formalmente ineccepibile, è stata la votazione che ha permesso (ci saremmo aspettati un gesto di maggiore fair play nei confronti delle opposizioni) di posporre tale disamina a margine della approvazione degli altri, seppur importanti, punti all’ordine del giorno. “Considerando la rilevanza delle questioni che andremo a valutare nel corso di questo civico consesso, credo che per il bene della città la mia relazione politica possa essere spostata all’ultimo punto”, aveva esordito Salvatore Perrotta, raccogliendo, tra l’altro, il deciso niet delle opposizioni presenti in aula. Pochi minuti dopo, però, la sensazione che la discussione si sarebbe protratta fino a tarda, tardissima serata è andata man mano trasformandosi in certezza. E non poteva essere altrimenti, visto che gli argomenti trattati: adozione del Comune del teatro Lily, variazioni di bilancio, installazione dei semafori “intelligenti”, e le interpellanze sull’inquinamento atmosferico e sulla raccolta differenziata dell’udeurrino Domenico D’Ambra e Nicola Campanile, non potevano che richiedere seri approfondimenti. Tra un distinguo e l’altro, un battibecco (decisamente sopra le righe) quello intercorso tra il capogruppo della Margherita Vincenzo Passariello e il capogruppo dell’Udc Castrese Alfiero, le “tenebre” hanno sovrastato l’auditorium di via Falcone. A quel punto le lancette, oramai protese verso il nuovo giorno, hanno indotto il presidente del Consiglio comunale Giovanni Gala a proporre alle forze politiche presenti in aula tre opzioni: continuare ad oltranza, inserire la relazione del sindaco tra i punti all’ordine del giorno della prossima seduta consiliare dell’11 settembre, oppure spostare il tutto in un futuro Consiglio “speciale”. La maggioranza, in seguito alla nuova votazione, ha avuto la meglio e così, in un’atmosfera a dir poco surreale a causa dell’abbandono in segno di protesta dei consiglieri della Cdl e con i pochi spettatori presenti in aula intenti a sottrarsi alle “insidie” di Morfeo, si è deciso di proseguire. Presa la parola Perrotta ha compiuto il suo capolavoro, riuscendo, in circa quindici, forse venti minuti di esposizione, a parlare in maniera dettagliata di molti aspetti della vita amministrativa, ma ben poco delle motivazioni che avevano originato “l’appiccico” e la successiva riappacificazione. “La crisi è da considerarsi archiviata – ha spiegato il primo cittadino – siamo uniti e intenzionati a ripartire con il programma elettorale”. Terminata l’agognata relazione post bellica, hanno preso la parola l’indipendente Rosario Pezzella, il quale ha sottolineato la “necessità che la politica cittadina avvii un proficuo percorso di rinnovamento e auspicato che l’attuale amministrazione abbia un sussulto d‘orgoglio”, e Nicola Campanile che ha definito la relazione di Perrotta “elusiva e fuorviante”. Rincarando la dose, poi, l’ex sindaco di Villaricca ha aggiunto: “Il sindaco ha preso in giro tutti”.
PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

