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L’IMPRESA DELL’AMERICANO

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Siamo alla farsa, alla commedia dell’assurdo, al teatro del drammatico (sportivo). Non accenna a passare la nottata del Giugliano calcio, club in caduta libera verso un baratro senza fine, appena retrocesso dalla C2 e attanagliato da una crisi societaria senza eguali. Ovvero simile solo a quella di fine anni ottanta dello scorso secolo, quando la squadra a seguito della mancata iscrizione in C2 del torneo 1985-1986 per illecito sportivo, e a successive vicissitudini societarie, dovette ripartire dall’Eccellenza. Oggi come ieri il gioco sembra ripetersi, il calcio cittadino stando ad oggi le cose rischia di scomparire di nuovo, nonostante la squadra sia regolarmente iscritta al Campionato Nazionale Dilettanti e nonostante abbia già iniziato il torneo (perdendo in casa) con una rosa giovanissima e inadeguata alla categoria. I fatti: dopo l’uscita di scena del presidente Poziello di inizio agosto scorso, tutto sembrava volgere per il meglio con l’acquisto delle quote azionarie da parte dell’imprenditore siciliano Giuseppe Mauro. Ma, per motivi ancora non del tutto chiari, la presenza di quest’ultimo a capo del club è durata meno di un mese, divenendo assenza totale con l’uscita di scena dello stesso Mauro datata fine mese dello stesso agosto. Perché costui, che ha firmato un atto di acquisto davanti al notaio Monda, ha mollato subito il timone chiamandosi fuori, senza tra l’altro pagare nemmeno una lira, anzi un euro, di stipendi? E perché dopo il fallimento del suo Acireale aveva scelto proprio Giugliano per ripartire, città lontana geograficamente chilometri e chilometri dalla sua Sicilia e dalle sua attività commerciali? Mistero, atroce mistero, che prima o poi sarà pure sciolto, ma con il Giugliano che nel frattempo rischia la paralisi totale. A farsi carico del traghettamento della società gialloblu dalla accoppiata Poziello–Mauro a chi verrà poi, se mai qualcuno verrà, si è proposto l’imprenditore giuglianese Domenico Di Gennaro, meglio conosciuto in città come “Mimmo l’Americano”, titolare di un’azienda di servizi chiamata PubbliWord. Di Gennaro aveva promesso che in dieci giorni avrebbe trovato qualcuno capace di dare continuità alla vita societaria, ma nonostante gli sforzi fatti e le tante persone contattate, nessuno si è mostrato seriamente interessato a fare calcio. L’americano a chiacchiere ha ricevuto molta solidarietà, ma a conti fatti ha sbattuto il naso contro tante porte chiuse. Ora, purtroppo, lo scenario che si presenta è il seguente: Mimmo Di Gennaro insieme ad alcuni amici (Castellone e Pirozzi), sembra intenzionato a garantire almeno questa stagione agonistica, come detto già partita domenica scorsa, ma a patto che quei calciatori che in rosa guadagnano troppo denaro, accettino una sostanziale decurtazione. La domanda è: conviene a questi pochissimi e rari calciatori titolari di un buon stipendio, accettare il gioco delle parti e continuare a restare a Giugliano? Il tutto ben sapendo che nonostante l’ottima prova offerta dai tigrotti contro l’Aversa Normanna, che comunque non è servita ad evitare lo zero a due in casa, la squadra appare per scarsa competitività destinata di nuovo ad una retrocessione dolorosa? Aspettiamo la prossima tappa, che si chiama Bitonto, da affrontare in Puglia a casa propria, e vediamo se nel frattempo il mister giuglianese Marco De Simone è capace di fare miracoli, riuscendo a compiere un’impresa a Bitonto che potrebbe magari convincere qualche imprenditore locale ad uscire dall’anonimato, e a farsi avanti.

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