Ganasce alle auto che sostano dove ci sono i parcheggiatori abusivi. Questo lo strumento con cui l’assessore napoletano Gennaro Mola ha deciso di combattere il fenomeno. “E’ un fatto tutto napoletano e va cancellato”, ha dichiarato l’ineffabile assessore, che viene da Secondigliano e che è stato eletto due volte consecutive consigliere comunale a Napoli con i voti del suo quartiere. “Tolleranza zero contro ogni forma di illegalità”, ha rincarato la dose.
Leggo le sue dichiarazioni con una punta di incredulità e, come spesso mi succede con i politici napoletani, di ilarità.
Mi domando e dico: Mola dove ha vissuto fino a oggi?
Come si fa a fare finta di non sapere che il sottobosco dell’illegalità a Napoli è un cuscinetto sociale? Il calcolo è semplice: ci sono centinaia di migliaia di disoccupati tra Napoli e provincia; nessuno è mai “morto” per fame. Quindi? La gente si industria. C’è chi lavora a nero e c’è chi il lavoro se lo inventa. Tutto ciò in quell’area tutta napoletana dell’illegalità “light”, quella a basso impatto, che non fa poi così male.
Ci sono i falsari delle marche di abbigliamento che lavorano negli scantinati di Piscinola, ci sono quelli che alla prima vittoria del Napoli stampano bandiere e magliette e le vendono abusivamente ai semafori, ci sono i bancarellari abusivi di angurie, cocco, trippa, carciofi arrostiti, pane domenicale venduto sui cofani delle macchine. Ci sono quelli che vendono illegalmente calzini, molle per i panni, fazzolettini.
E ci sono – naturalmente – i parcheggiatori abusivi.
Tutte queste forme di illegalità vivono, sotto gli occhi di tutti, giorno per giorno. Quando dico di tutti, intendo di tutti. Sotto gli occhi della Finanza, della Polizia, dei Carabinieri. E sotto gli occhi di Mola, che è nato più di 50 anni fa a Secondigliano.
Perchè tutti fanno finta di niente e lasciano vivere? Semplice. Perchè l’illegalità – a Napoli – è considerata un ammortizzatore sociale. Se prevalesse la tolleranza zero e si decidesse di combattere a fondo qualunque forma di illegalità, domani mattina ci sarebbero almeno 100mila capifamiglia che non saprebbero che cosa dare da mangiare ai loro figli. Assalterebbero Palazzo San Giacomo e la Prefettura. Metterebbero a ferro e fuoco la città. Non ci sarebbe scampo per nessuno perchè la fame è fame. Questo il potere lo sa bene. E infatti, non potendo offrire lavoro o reddito a tutti, tollera.
Tollera la Finanza, tollera la Polizia, tollerano i Carabinieri, tollera Mola, che ha preso voti e voti a Secondigliano.
Tollerano, fino a quando non si decide di buttare un po’di fumo negli occhi, giusto per far vedere che il potere esiste. E allora arrivano gli annunci, i titoli dei giornali, le ganasce, e gli slogan. E si rinnova questo orrido teatrino che qualcuno ha ancora il coraggio di chiamare – senza vergogna- politica.
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