HomeVarieIL CONSIGLIO FILOSOFEGGIA MENTRE LA CITTA' REALE SOFFRE

IL CONSIGLIO FILOSOFEGGIA MENTRE LA CITTA’ REALE SOFFRE

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Sono consigliere comunale a Marano, inopinatamente, da ormai undici anni. Ma ci sono scene che non smettono di sorprendermi. Durante l’ultima seduta dell’assemblea, io e i miei colleghi consiglieri ci siamo intrattenuti in un pubblico (non c’era nessuno) dibattito sulla revisione dello Statuto comunale. All’ordine del giorno del Consiglio c’erano alcune proposte di modifiche. Tra queste, una che voleva venisse inserito un richiamo ai “valori cristiani” nei principi ispiratori dello Statuto. Il dibattito su questo punto si è trascinato per circa tre ore.

A poca distanza dall’aula consiliare pulsava il solito traffico caotico di via Falcone; di fronte all’aula consiliare, schiamazzava il solito sciame di ragazzi che ondeggia senza meta sui marciapiedi; sui dossi della strada che costeggia l’aula consiliare si correva il rodeo dell’impennata selvaggia dei motociclisti (a due o a tre sulla sella, ovviamente senza casco). Tra le sedie riservate al pubblico sedeva, com’è ormai tradizione, una anziana donna che da due mesi dorme in macchina, con il figlio, sotto il municipio perchè non ha né un alloggio né un lavoro.

Ecco, mentre tutt’intorno si dimenava una città che ha mille questioni aperte e duemila emergenze in corso e tremila problemi irrisolti e quattromila ferite mai cucite, noi consiglieri comunali discutevamo sull’opportunità di inserire il richiamo ai valori cristiani nel preambolo dello Statuto comunale. I colleghi hanno dissertato per ore sui profeti, sui Greci e sui Romani, su Benedetto Croce, sull’essere di destra e sull’essere di sinistra. Un carissimo amico e collega consigliere ci ha letto alcuni passi di un saggio filosofico; una cara amica collega consigliera si è infervorata contro quella che definiva una battaglia ideologica. Ad un certo punto il presidente del Consiglio comunale ha concesso una pausa di dieci minuti per consertirci di trovare un accordo, che però, anche nella pausa, si faticava a cucire.

Nel frattempo, a pochi metri da noi, la città, la gente, i problemi.

Mi sono chiesto, nel Consiglio comunale, durante il mio intervento, se non fosse il caso di dedicare le nostre energie a qualcosa di più vicino ai bisogni della gente. Mi è stato risposto che il Consiglio stava volando alto. Mi sono chiesto – nella mia mente – se non ci fosse il pericolo che a furia di volare alto si perdesse il senso della realtà
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(per la cronaca: il richiamo ai valori cristiani è entrato, con venti voti favorevoli, nel nostro statuto. Ho votato a favore anche io perchè credo che quei valori, al di là della militanza nella fede, siano parte della cultura condivisa).

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