HomeVarieMA QUANDO SI PARLA DI PRINCIPI NON SI PERDE MAI TEMPO

MA QUANDO SI PARLA DI PRINCIPI NON
SI PERDE MAI TEMPO

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E all’improvviso, dopo tanta bagarre di basso profilo, si ritornò a parlare di cultura, religione e valori della nostra comunità. Per alcuni, compreso l’amico nonché consigliere comunale della maggioranza politica Antonio Menna, il riferimento ai valori cristiani nel nuovo statuto comunale, è stato un inutile “filosofeggiare” dinnanzi alle problematiche della città. Per il sottoscritto, che quelle stesse problematiche le denuncia quasi quotidianamente, si è trattato di un bel passo in avanti rispetto ai precedenti spettacoli offerti dal civico consesso. Certo, i problemi restano e certe discussioni non contribuiscono a superarli, ma credo che il giudizio di Menna sia stato troppo severo. Caro Antonio, tra il parlare dell’opportunità di eleggere uno o due vicepresidenti del Consiglio comunale (altra modifica entrata nello statuto) e il filosofeggiare sui valori cristiani, preferisco, senza alcun dubbio, che si “perda tempo” sul secondo argomento. Sentire parlare di certe cose in Consiglio, al di là di qualche inevitabile strumentalizzazione di bandiera, è stato comunque una bella cosa. Un vero miracolo – oserei dire – tanto più che su un tema tanto delicato e ostico si sono espressi consiglieri che, solitamente, si dedicano e riflettono di ben altri argomenti. Intendiamoci: nessun ragionamento sui massimi sistemi o cose simili, ma comunque, almeno in un’occasione, abbiamo assistito (io c’ero in aula) ad un confronto interessante e soprattutto pacato nei toni. Qualcuno ha scomodato Croce e il suo “non possiamo non definirci cristiani”, altri Voltaire, al quale dobbiamo il “non condivido le tue idee ma darei la vita affinché tu possa esprimerle liberamente”. Qualcun altro ha addirittura ricordato le origini greco-romane, e chi, attendendosi, al rituale strettamente religioso, “un certo” Gesù di Nazareth. Lungi da me esprimere giudizi in proposito, perchè degne di rispetto sono sembrate tutte le argomentazioni esposte durante il dibattito. Mi limiterò, quindi, a sintetizzare il pensiero dei due blocchi in contrapposizione. “Quando si parla di valori cristiani si fa riferimento al tessuto culturale e alle tradizioni che da secoli caratterizzano il nostro territorio. Nessun attacco alla laicità dello stato o del nostro Comune”, questo, in sintesi il pensiero degli esponenti di Cdl, Udeur, Margherita, Arcobaleno e dell’indipendente Campanile. “La nostra carta costituzionale dà indicazioni ben precise in materia. Non è necessario inserire un riferimento così specifico e nel contempo limitativo delle altre espressioni religiose e culturali che si stanno diffondendo in Italia e nella nostra comunità”, la replica di Rifondazione, Sinistra Democratica e Ds, questi ultimi “costretti” al voto favorevole per evitare che l’intero impianto delle modifiche allo statuto potesse subire ripercussioni.

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