HomeVarieMOBILITÀ, COME CISI PUÒ RIDURRE COSÌ?

MOBILITÀ, COME CI
SI PUÒ RIDURRE COSÌ?

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Assisto sganasciandomi al dibattito tutto napoletano sulle ganasce e mi chiedo perchè da noi la viabilità ha questo ritmo tribale.

L’altro giorno andai a santa Lucia con lo scooter. Era più o meno mezzogiorno e lungo il tragitto si formò una interminabile colonna di traffico dal Garittone fino a piazza Dante. Un traffico strano. Non bloccato ma lento. Non ci si fermava mai quindi non c’era coda ma si andava lenti, lentissimi. Come la lava. Dentro questo torrente pigro di macchine si infilavano i motorini che entravano ed uscivano dalla direttrice di traffico passando da destra e da sinistra e alternando frenate a colpi di gas a zig zag, salendo ora sui marciapiedi ora sulle aiuole. Di tanto in tanto compariva un elefante arancione che sbuffava e apriva le porte e poi le richiudeva ripartendo lentissimo. Mi sono infilato nella lava e ho provato a farmi portare giù. Non sono riuscito a capire da che cosa dipendeva quel traffico. Quando la circolazione non scorre vuol dire che c’è un intoppo. Nelle altre città ci può essere un incidente, una macchina di traverso. E quindi il blocco. Poi si rimuove l’ostacolo e la circolazione torna fluida. A Napoli no. Il traffico è lento, lentissimo. Ma non c’è un intoppo preciso. E’ come se il sistema avesse mille minuscoli emboli, non abbastanza per scaricare l’infarto ma sufficienti per darti il fiatone. Dentro questo lunghissimo muscolo contratto che da Capodimonte provava a distendersi verso il mare, la gente era tesa. L’obiettivo di tutti era guadagnare un metro, un metro e mezzo in più dell’altro. A piazza Dante, un’ambulanza saliva e un pullman scendeva. Si sono incastrati all’altezza del semaforo di Tarsia. L’ambulanza aveva la sirena attivata, il bus le porte aperte, le macchine da un lato e dall’altro suonavano i clacson, i motorini tagliavano le corsie e andavano sui marciapiedi e i pedoni si allargavano come l’olio tra le macchine ferme col motore acceso.

Mi sono guardato attorno e ho pensato che siamo pazzi. Come ci si può ridurre così? E come possiamo non accorgerci del punto limite a cui siamo arrivati? Poi penso che l’assessore alla viabilità di Napoli si chiama Gennaro Mola, che dichiara euforico di aver messo 145 ganasce alle auto; penso che i parcheggiatori abusivi hanno fatto un sit in alla prefettura per protestare contro la legalità perchè loro “o guardano le macchine o vanno a rubare”; penso che Rosa Russo Jervolino dichiara in tv che Napoli è bella; penso che abbiamo una classe politica da salotto e una borghesia da accatto.

Penso che aveva ragione Eduardo
.

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