HomeVarieLA ROSSA DEL TERZO MILLENNIO. STORIA DI UN «TRAUMA» DI PAESE

LA ROSSA DEL TERZO MILLENNIO. STORIA DI UN «TRAUMA» DI PAESE

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Il cambiamento è indubbiamente epocale. Sarà colpa dell’effetto serra o dei cinesi, o addirittura saranno i primi effetti pratici e reali della “globbalizzazione”, il cui eco arriva ormai anche nei posti più sperduti del mondo, fatto sta, che in questi ultimi tempi, stanno accadendo cose che stanno travolgendo gli usi, i costumi e le consolidate tradizioni anche dei qualianesi. Ebbene si, proprio loro, che fin dalla notte dei tempi, sono stati abituati a piccole e grandi comodità, soprattutto quelle legate alle proprie abitudini quotidiane. Ma dal primo settembre 2007 nulla più sarà come prima. Il mondo ormai gira troppo in fretta per il gusto dei panzatuosti e quindi, necessariamente, i miei illustri concittadini devono adattarsi al nuovo ordine mondiale. Appena avuta la notizia molte massaie, ma anche tanti papà e soprattutto tante nonne, hanno avuto una specie di shock, paragonabile, per scossa emotiva, all’attacco alle torri gemelle nel 2001. “Da oggi questa città non sarà più la stessa”, questo il mesto commento di un padre che tenta di rimediare allo sbigottimento generale che ormai regna sovrano in seno alla sua famiglia. “Chi ci darà il pane caldo durante tutto l’arco della giornata? E il latte? Vuoi mettere il latte? Lo trovavi sempre. Scremato o intero c’era sempre qualche mezzo litro in fondo al frigorifero. Bastava solo chinarsi nel punto giusto e zakkete, era cosa fatta”. Comunque, l’impressione generale, è che a seguito della notizia, ormai già di dominio pubblico, nelle case dei qualianesi dal fatidico primo di settembre si inizia a vivere più maluccio. “Depressione” è forse la parola giusta per definire la patologia che ormai affligge oltre il 50 % dei residenti della capitale mondiale della monezza.



Il fatto. La notizia che ha mandato una intera città in analisi è questa, ed è stata divulgata dagli stessi interessati, con uno scarno e striminzito comunicato su formato A4, affisso proprio in quella vetrina depositaria di squisitezze e fragranze, proprio lì tra un pezzo di pane integrale ed una scatola di biscotti da inzuppare nel latte. Noi, sia per dovere di cronaca che per corretta deontologia (quasi) professionale, lo riportiamo tale e quale, proprio come l’hanno letto migliaia di qualianesi. Il foglio affisso recitava così: “Si avverte la spettabile clientela della salumeria La Rossa che l’esercizio, diversamente dal passato, resterà chiuso la domenica, mentre la sera resteremo aperti fino alle ore 20.30 circa, tranne il giovedì pomeriggio, giorno nel quale rispetteremo il riposo settimanale. Grazie per la collaborazione”.Debbo confessare che anche il sottoscritto, una volta letto il messaggio, ha avuto il suo momento di smarrimento. Un altro cliente della rinomata e famosa salumeria in oggetto, ha paragonato addirittura questo comunicato a quelli emessi da Bin Laden, “giacchè” , queste le testuali parole, “è vero che lo sceicco del terrore attenta vite umane innocenti, ma la salumeria chiusa la domenica mattina, attenta la normale vita quotidiana di centinaia di individui sparsi per Qualiano. “E come dargli torto al maturo panzatuosto? Vuoi mettere la comodità di avere sempre a portata di mano quello di cui hai bisogno?



Le ancestrali abitudini dei qualianesi.
La Rossa, fin dalla notte dei tempi, ha abituato qualianesi ed oriundi ad orari ed aperture fin troppo elastici o comunque molto dilatati nel corso della giornata, orari che in taluni casi potevano arrivare anche alle 20 ore consecutive. La “poteca”, per lunghi periodi dell’anno, apriva alle 4 di mattina per chiudere quindi alle 11 di sera. A qualsiasi ora entravano gli avventori trovavano sempre quello che cercavano: dal pane sempre caldo fino ai pannolini per i bambini, i quali come tutti sanno, finiscono sempre nel momento più inopportuno della giornata. Intere generazioni di giovani panzatuosti sono stati abituati ad andare in quello sperduto angolo di mondo, posto tra via Silvio Pellico e via Campana, e trovare sempre una risposta ai propri istinti primordiali ed ai propri bisogni primari. Ora che la salumeria chiuderà la domenica mattina, e come se non bastasse anche la sera presto, per allinearsi quindi ad un orario più “normale”, nulla più sarà come prima per noi qualianesi. La Rossa dunque, luogo dell’anima e segno tangibile dell’identità collettiva di una comunità? Probabile.



Un luogo metafisico.
Per molti individui la salumeria in questione non è stato solo un posto fisico dove comprare le cose più diverse, ma ha rappresentato soprattutto un luogo metafisico, dove discutere e misurarsi con gli altri e conoscere soprattutto i propri limiti e qui non parliamo solo di quelli gastronomici. Tra una fetta di salame ed una di mortadella, intere generazioni hanno avuto modo di confrontarsi liberamente e senza pregiudizio alcuno sui temi più disparati: dalla politica locale e nazionale fino al gossip più spudorato, spicciolo e subdolo . Molti pargoli, fin dalla tenera età, hanno quasi sempre effettuato una sosta nella bottega del convivio prima di entrare nelle rispettive aule scolastiche e molti giovani hanno forgiato e modellato, giorno dopo giorno, le proprie abitudini quotidiane, ed hanno scandito lunghi tratti della propria esistenza proprio con l’orario di apertura della salumeria. “Vado dalla Rossa, che sicuramente è aperta” questo il leit motiv comune a molti cittadini. Tanti hanno nel loro patrimonio genetico qualcosa legato a questo importante luogo. E’ stata una vera e propria polis nella polis dove si sono scontrati, incontrati e hanno dialogato i personaggi più diversi per cultura, formazione, età ed estrazione sociale. Forse, a pensarci bene, “La Rossa” è stato l’unico posto dove il nostro piccolo mondo antico ha avuto modo di confrontarsi liberamente senza i vecchi retaggi culturali.

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