Una brutta figura. Trattasi solo di una pessima figura. Nulla di trascendentale per carità, ma il balletto di responsabilità e smentite fra i nostri politici sui noti fatti degli sfollati di via Bellini, la dice tutta sui ”cordiali” rapporti istituzionali che ormai regolano la vita amministrativa nel regno dei panzatuosti. Così il teatrino “Dell’opera dei pupi”, condito in abbondante salsa qualianese, si arricchisce di un nuovo ed inquietante capitolo. Tutto finito? Forse, ma … chissà. Restano comunque ancora aperti i nodi veri della questione e cioè tre famiglie sfrattate, un palazzo che sta crollando (quello di via Bellini) ed un altro invece che somiglia sempre più ad una casa “sgarrupata” (quello di piazza del Popolo). Le frizioni (si, le chiamano proprio così) tra sindaco ed assessori, stanno causando ancora problemi agli sfollati, nel senso che ormai questi sfortunati nostri conterranei oltre che ad affidarsi al Signore Nostro Misericordioso, confidano anche (e soprattutto) in un apporto più terreno di qualche “privato” concittadino il quale, oltre a manifestare solidarietà e spiccato senso civico, metta anche mano al portafoglio e cerchi quantomeno di alleviare in parte il profondo disagio di questi giorni, poiché il comune di Qualiano, come tutti sanno, ha ormai issato bandiera bianca: “Non ci sono soldi” dicono dal Comune. La vita amministrativa comunque va avanti e nelle stanze del potere si continua a parlare della pianta organica, del difensore civico, di avvocati e di potatura delle piante, proprio come se nulla fosse successo. Il fatto che il sindaco abbia “de facto” sfiduciato la giunta ed il provvedimento adottato da alcuni dei suoi componenti, provvedimento che mirava a stanziare fondi per alleviare almeno in parte il disagio degli sfrattati di via Bellini, sta rischiando davvero di passare per una cosuccia da niente, mentre invece rivela un grado impressionante di approssimazione politica, insensibilità amministrativa e scarsezza del senso di solidarietà.
Gli assessori sfiduciati. Da questa triste vicenda ne escono male quasi tutti i protagonisti istituzionali: Pasquale Galdiero, il vicesindaco Ludovico De Luca, l’assesore Odierno e l’intera giunta di assessori. Ne esce male soprattutto il partito di Rinascita Democratica, che a vicenda già chiusa, ha pensato bene di affiggere addirittura un manifesto per mandare un imprecisato ed improbabile messaggio cifrato al primo cittadino, in pratica un pizzino, dimostrando ancora una volta paura, soggezione ed asservimento nei confronti del sindaco. Ridicolo, semplicemente ridicolo. Fossimo in una città normale ed amministrata da gente affidabile e senza i famosi scheletri nell’armadio, un minuto dopo essere stati sfiduciati dal sindaco, gli assessori (di tutti i partiti) avrebbero dovuto presentare le proprie dimissioni ed aprire una crisi. Evidentemente se questo non è accaduto è perché a qualcuno (forse a tutti ed in primis a Rinascita Democratica), fa comodo che il primo cittadino continui a recitare la parte del despota illuminato nel bel mezzo di fumanti macerie istituzionali. Anche dopo lo sgarbo politico la lista dell’elefantino continua a riunirsi con il sindaco e continua a trattare e a parlamentare su tutti i temi all’ordine del giorno. Eppure un minimo di decenza umana ed un poco di coerenza politica, conditi con abbondanti dosi di pudore e buon senso, avrebbero dovuto dare un sussulto di dignità ai nostri amministratori. Invece non è successo nulla. Già, forse “dare le dimissioni” era chiedere troppo. I nostri politici sono talmente masochisti e feticisti che il loro amore per la politica e per la cosa pubblica si manifesta soprattutto quando vengono smentiti, offesi e vilipesi dal “badrone” di turno. Anzi, godono di più quando la loro sterile azione amministrativa, cioè quella minima cosa che viene fatta per risolvere un qualsiasi problema, viene completamente svuotata e resa innocua da chi nella scala delle gerarchie istituzionali è al gradino superiore. Valli a capire questi depravati. Assessori e per giunta depravati.
P.S. Le solite malelingue dicono che gli ultimi tre festini estivi, quelli tutti a tarallucci e vino tanto per intenderci, pensati, ideati e super patrocinati dal nostro mega Assessorato alla Cultura ed alla Promozione Turistica, siano costati la bellezza di 14.000 euro (diconsi quattordicimila “neuri”). Sempre i soliti spargitori di veleno, che ripeto, fanno solo questo di mestiere, dicono poi che tali soldi siano stati “stornati” dal capitolo di spese cosiddette “riservate”, nel senso che i danari sono stati letteralmente prelevati da un fondo che l’ente comune ha a disposizione per gestire i costi di eventuali emergenze. Esiste dunque nel bilancio una categoria per gestire questi tipi di emergenze. Quale buona occasione dunque, per aiutare anche gli sfrattati di via Bellini? L’emergenza c’è, l’allarme pure. Eh no, i nostri concittadini disagiati sono davvero sfortunati. I soldi dell’emergenza sono finiti proprio con i festini. C’è mancato poco però, solo una manciata di giorni prima e forse qualche euro i nostri amministratori lo potevano stanziare. Oltre al danno, la beffa. Scusate tanto e arrivederci alla prossima calamità.
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