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SCORDATI IN TRINCEA

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Domenica 22 settembre l’amministrazione comunale, nell’ambito delle rassegne in ricordo di Giancarlo Siani, sotto l’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica, ha intitolato il cine – teatro Lily di via IV novembre al giovane giornalista (precario) de Il Mattino vittima ventidue anni fa di un agguato camorristico, i cui mandanti, questa è storia nota, sono nati, cresciuti e pasciuti proprio nella città di Marano. Per l’occasione, come era giusto che fosse, tutto l’establishment politico maranese, Paolo Siani, fratello del giornalista assassinato, alcuni rappresentanti dell’associazione Libera, il sindaco Perrotta e l’assessore regionale Corrado Gabriele hanno preso parte alla manifestazione e, dopo aver omaggiato la figura di Giancarlo Siani, hanno spronato le nuove generazioni, le famiglie e le istituzioni a impegnarsi sempre di più per il rilancio della città. Rilancio socio- culturale che, almeno nelle intenzioni del Comune, dovrebbe partire o consolidarsi anche grazie al teatro Siani, struttura che si avvia ad essere un polo di riferimento culturale per tutta per tutta l’area a nord -ovest di Napoli. Bene, fin qui tutto perfetto e niente da obiettare, a parte certi eccessi di retorica, talvolta difficili da contenere, che molto probabilmente non sarebbero piaciuti al bravo giornalista de Il Mattino. Sul palco e in platea, oltre ai già citati politici e ai rappresentanti delle varie associazioni, anche due giornaliste: Amalia De Simone e Daniela De Crescenzo, entrambe firme del prestigioso quotidiano di via Chiatamone.
In platea, c’erano anche altri giornalisti dell’area giuglianese, che ogni mattina, non tutti con la stessa maestria e coraggio di Siani, raccontano, pur tra mille difficoltà, le vicende del nostro martoriato territorio. Per queste persone, senza volto e diritti, nemmeno una parola. Solo discorsi vuoti sull’importanza del ruolo dell’informazione e sulla volontà di far emergere le forze positive del nostro comprensorio. Nemmeno un cenno, ripeto né da parte dei politici, né da parte delle due giornaliste intervenute alla manifestazione, che anzi, senza batter ciglio, si sono prese gli elogi e gli applausi dei presenti, anche se l’area giuglianese per loro è quasi sconosciuta.
Sono state chiamate a rappresentare l’intera categoria, ma non hanno fatto nessun cenno al lavoro dei veri precari, al lavoro dei veri cronisti di provincia. Ovvio che la stessa scarsa sensibilità, poi, l’hanno dimostrata certi politici locali, i quali, quando hanno l’esigenza di comunicare delle loro tristi beghe interne non disdegnano di contattare i piccoli cronisti di paese. Sarebbe stato questo un bel modo sia di omaggiare Siani, sia di far sentire partecipi all’evento alcune forze sane della nostra area. Cari politici e prestigiose firme, a mio avviso, vi siete fatti scappare un’altra bella occasione.

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