HomeVarieQUANDO NON SI PARLAVA DI CAMORRA

QUANDO NON SI PARLAVA DI CAMORRA

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«Gettando uno sguardo all’indietro, a quel lontano 1997, all’angusta saletta stracolma di persone, ai primi spot, ai respiri sospesi che accompagnavano la piccola mano di Pia intenta a cancellare la parola camorra, ci accorgiamo di averne fatta veramente tanta di strada in dieci anni di festival: il Marano Ragazzi Spot Festival ha raggiunto traguardi superiori a quanto allora noi tutti osassimo sperare.

Dieci anni spesi a discutere e a “produrre” legalità. Un intenso impegno per l’affermazione dei principi della pace, della solidarietà, della non violenza e del rispetto delle diversità.

Dieci anni alla ricerca di nuovi strumenti per crescere cittadini consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri; per rendere tutti noi capaci di riscattarci dalla sudditanza dell’inciviltà camorristica.
Il Marano Ragazzi Spot Festival è l’occasione da non perdere per fornire ai ragazzi i necessari mezzi per decodificare i messaggi del mondo della comunicazione; per liberare la loro creatività e il loro pensiero e non farli più sottostare alla subdola schiavitù dei modelli che sono proposti dalla TV. La pubblicità, i reality show, tutto quell’universo fatto di lustrini, di insipide e gratuite nudità, di bellissime e bellissimi, di fortissime e fortissimi… di imbecillità, che condizionano al punto da farci riconoscere come indispensabili quei modelli che ci inducono a definire e forgiare, non solo i nostri bisogni, ma perfino i nostri progetti e i nostri sogni.

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Dieci anni di un progetto-evento nato nelle scuole e portato avanti con tenacia da una scuola che ha saputo mostrarsi come modello della continuità, della coerenza e della condivisione; che ha saputo aprirsi alle esigenze degli studenti, così come alle problematiche del nostro e dei territori limitrofi, allargando la strada, con il “Consorzio delle Scuole Città di Marano”, oltre che alle scuole nazionali gemellate, a nuove venti scuole di altrettante realtà regionali.

Proprio il lavoro “sul” e “con” il territorio ha fatto maturare il legame e il senso di appartenenza alla città di Marano, fino ad essere orgogliosi di sentirsi i ragazzi della città del festival, i ragazzi della città della legalità.

Infatti, le esperienze fatte sono state di grande spessore formativo e di crescita personale, come gli stage-gemellaggi, che hanno permesso di conoscere realtà sociali tanto diverse tra loro: da quelle lontane per cultura e modalità di vita, a quelle tristemente simili alla nostra.
Viaggi che ci hanno fatto incontrare le bellezze e la storia d’Italia, ma che ci hanno anche portato sui luoghi delle stragi e nei “lager” della mafia, in quei luoghi dove centinaia di persone sono state uccise e i loro resti disciolti nell’acido. I ragazzi del festival hanno anche scoperto e capito la legge sulla confisca dei beni ai mafiosi e il loro riutilizzo per scopi sociali e hanno visto come un luogo di morte può diventare bene della collettività.

Negli ultimi anni, poi, un incontro dall’impatto fortemente emotivo: quello con i ragazzi del carcere minorile di Nisida che ci ha insegnato e segnato tanto. Che ha messo a nudo le responsabilità dell’ intera società e in particolare quelle di una scuola spesso distante e tante volte indifferente, incapace di entrare in contatto con i suoi ragazzi, di considerarli individui e non numeri, di essere pronta ad ascoltare e ad offrire opportunità diverse da quelle che le loro tragiche realtà propongono.
Oggi, care ragazze e ragazzi del festival, i vostri spot sono un po’ dappertutto, sono visti in tante scuole italiane e in tanti ne parlano. La RAI nella pubblicità sociale, propone ogni anno quello per il 21 di marzo, la giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, organizzata dall’associazione Libera; sui monitor delle stazioni della metropolitana e delle funicolari di Napoli trasmessi, da ormai tre anni, centinaia di volte al giorno.

Le tante collaborazioni, quelle con la RAI, con Libera, con Ministeri e Università, con Fondazioni e Associazioni nazionali e poi i tanti studenti che da anni ci dedicano le loro tesi di laurea, sono il segno tangibile della positività del lavoro svolto e della credibilità che ci viene riconosciuta.
Per tutto questo siamo grati alle Istituzioni e agli Enti, che da sempre credono in noi e ci sostengono, come siamo in particolar modo riconoscenti al Presidente della Repubblica che da due anni ci premia con la concessione dell’Alto Patronato.


Tutto ciò grazie a voi, ragazze e ragazzi del festival, ai vostri “gemelli” e alle emozioni che da dieci anni ci regalate con la vostra energia, l’entusiasmo, gli sguardi, i sorrisi e le tenere lacrime, con la vostra inesauribile gioia di vivere e la vostra profonda bellezza.
Quale obiettivo si prefigge il “Marano Ragazzi Spot Festival” per il prossimo decennio?
Un obiettivo che per noi è anche una promessa: impegnarci e lavorare per ridare valore alla semplicità e all’autenticità, per unire la poesia alla vita, e ricercare nel bello la molla del progresso e della giustizia sociale, ancora una volta… Si può fare!»


ROSARIO D’UONNO
Direttore artistico Marano Ragazzi Spot Festival

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