Due amici unici da un tragico destino. Si conoscevano Lello Perinelli e Alessandro Napolitano, venivano dallo stesso quartiere, quello di Miano, dove sono stati uccisi a distanza quasi esatta di un anno. Era il 8 ottobre del 2018 quando  Lello Perinelli venne ucciso a coltellate davanti a un circolo ricreativo di Miano, durante una lite per futili motivi con il 32enne Alfredo Galasso, accusato di omicidio doloso aggravato. Lello era incensurato, non aveva mai frequentato ambienti camorristici, giocava a calcio in serie D come difensore e sognava un futuro in una grande squadra. Dopo aver giocato nella Turris era in attesa di un nuovo ingaggio. Era considerato un buon terzino sinistro, e militava nella squadra del suo quartiere, la Asd Miano.

Lello era amato da tutti. Sempre sorridente, disponibile, generoso. Per sè sognava una vita normale, anzi un futuro da calciatore, ma un tragico destino lo ha fatto morire a 21 anni. L’epilogo è arrivato lo scorso giugno quando il Tribunale di Napoli ha infatti condannato a 17 anni di reclusione Alfredo Galasso. Stando a quanto hanno stabilito le indagini, oltre alla stessa confessione dell’assassino, che si costituì poco dopo il delitto, Galasso avrebbe agito per vendicarsi di una lite: pochi giorni prima dell’omicidio, il 31enne e Lello Perinelli sarebbero quasi venuti alle mani all’interno di una discoteca.

Alessandro conosceva Lello, per un periodo si erano anche frequentati e si volevano bene. E quando Perinelli fu ammazzato, Alessandro fu colpito anche lui dal dolore. Ad un anno di distanza i due ragazza dello stesso quartiere si potranno riabbracciare ancora una volta, questa volta in cielo.

 

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