Si sta celebrando davanti alla quarta sezione della Corte d’Appello di Napoli, presieduta dal giudice Diego Vargas, il processo di secondo grado nei confronti dei 19 imputati coinvolti nell’inchiesta sulla presunta organizzazione camorristica riconducibile al clan Ferrara-Cacciapuoti di Villaricca. Il procedimento riguarda gli imputati che, in primo grado, avevano scelto di essere giudicati con il rito abbreviato. La maggior parte di loro ha deciso di rinunciare all’impugnazione della sentenza, beneficiando così dello sconto di pena previsto dalla riforma Cartabia. Una scelta che, nelle ultime settimane, ha coinvolto anche alcuni imputati che inizialmente avevano deciso di proporre appello nel tentativo di ottenere l’assoluzione, salvo poi rinunciare ai motivi difensivi per puntare alla riduzione della pena inflitta dal Gup del Tribunale di Napoli.
Restano invece “in trincea” soltanto tre imputati della famiglia Cacciapuoti: Luigi Cacciapuoti, attualmente detenuto al regime del 41 bis, il fratello Giuseppe Cacciapuoti e il figlio di quest’ultimo, Domenico Cacciapuoti. I tre, assistiti dagli avvocati Raffaele Chiummariello, Marco Sepe, Luigi Poziello, Leopoldo Perone e Rocco Maria Spina, proveranno anche in Appello a sostenere l’estraneità dei rispettivi assistiti ai fatti contestati dalla Direzione Distrettuale Antimafia.
L’inchiesta aveva portato, nel giugno del 2023, ad un vasto blitz anticamorra contro il clan Ferrara-Cacciapuoti. In quell’occasione le forze dell’ordine eseguirono numerose misure cautelari e un maxi sequestro patrimoniale da circa 16 milioni di euro. Delle 17 persone offese individuate nel procedimento, nessuna aveva scelto di costituirsi parte civile. Nel processo di primo grado il Gup del Tribunale di Napoli accolse quasi integralmente l’impianto accusatorio sostenuto dai pubblici ministeri della DDA Maria Sepe e Simona Rossi. Durante la requisitoria, la Procura aveva chiesto complessivamente 260 anni di carcere.
Queste le principali condanne emesse in primo grado: 10 anni per Domenico Cacciapuoti; 8 anni e 8 mesi per Domenico Cacciapuoti; 10 anni per Giuseppe Cacciapuoti; 12 anni per Luigi Cacciapuoti; 9 anni e 4 mesi per Vincenzo Ciccarelli; stessa pena per Giulio D’Altrui; 8 anni e 8 mesi per Giuseppe Maglione e Eduardo Mauriello; 11 anni e 8 mesi per Giuseppe Mauriello; 10 anni ciascuno per Antonio Montella e Luigi Montella; 9 anni e 4 mesi per Gennaro Palladino; 9 anni e 8 mesi per Domenico Paragliola; 8 anni e 8 mesi per Francesco Sarracino; 11 anni e 4 mesi per Luigi Cacciapuoti e 9 anni e 4 mesi per Domenico Ciccarelli.
L’attenzione adesso è concentrata sull’esito del giudizio di secondo grado, soprattutto per i tre imputati che hanno deciso di proseguire la battaglia processuale nel tentativo di ribaltare la sentenza di primo grado.


