Rapina finita nel sangue a Qualiano, scarcerato il giuglianese Domenico Chiariello

Domenico Chiariello
Nel fotino al centro Domenico Chiariello, sullo sfondo le immagini della rapina al Sisa di Qualiano
Chiariello lascia il carcere di Santa Maria Capua Vetere. Condannato per la rapina, sfociata nel sangue, al supermercato Sisa di Qualiano: esce dal carcere Domenico Chiariello, 36enne di Giugliano.
Era destinatario di un cumulo di pene di 13 anni ed 8 mesi di reclusione. Chiariello sconterà il residuo della pena in una comunità. Il giovane partecipò all’assalto al supermercato Sisa di Qualiano che portò alla morte del giovane Giuseppe D’Aniello ed all’arresto del complice Francesco Sarracino.
Il tribunale di Sorveglianza di Napoli, Presidente Dott.ssa Angelica Di Giovanni – Giudice a latere Dott. Giuseppe Provitera, ha accolto l’istanza dell’avvocato Luigi Poziello del Foro di Napoli Nord. Concessa a Domenico Chiariello la possibilità di poter espiare la pena residua presso una comunità di recupero del territorio. La condanna a suo carico, infatti, era per 2 rapine pluriaggravate, possesso e detenzione di 2 armi clandestine con matricola abrasa e ricettazione delle armi e delle targhe degli scooter usate per la rapina.

I precedenti di Domenico Chiariello

Dunque nel settembre del 2015, Chiariello ha incassato otto anni di reclusione dal GIP del tribunale di Napoli Nord. Poi in Corte d’Appello a Napoli ha ottenuto uno sconto di pena, incassando una condanna a 6 anni ed 8 mesi di reclusione. Alla condanna per Domenico Chiariello si sono aggiunti ulteriori 7 anni di reclusione per una precedente rapina ad un distributore di carburante. In quel momento ci fu un altro conflitto a fuoco, quella volta con un finanziere libero dal servizio. Ad avere la peggio furono i rapinatori, attinti dai colpi di arma da fuoco. Chiariello veniva prima ammesso al regime di semilibertà, per poi ritornare in carcere per aver commesso una ulteriore rapina. Domenico Chiariello, scarcerato di nuovo dal Tribunale di sorveglianza di Salerno, veniva riacciuffato per una presunta associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, accusa dalla quale è stato assolto lo scorso settembre.

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