Don Michele Barone. “Rapporti orali e anali in sacrestia”, vittima parla a Le Iene

La bufera giudiziaria su don Michele Barone ha sconvolto la quotidianità nel tempio mariano «Mia Madonna, mia salvezza» di San Cipriano d’Aversa. Dopo lo scandalo, denunciato dalle Iene, a cui è seguita un’inchiesta con l’arresto del prete e la sospensione della Diocesi, regna il silenzio. Tutti dicono di sapere e che prima o poi sarebbe scoppiato lo scandalo, ma nessuno vuole parlare. Il quadro che emerge dalle carte fa rabbrividire. Secondo l’accusa don Michele Barone avrebbe palpeggiato e abusato delle donne sia nella chiesa che durante i pellegrinaggi. Avrebbe «confessato» le donne – che cercavano conforto – toccandole, praticando riti di purificazione inventati di sana pianta, imponendo atti sessuali.

“Dentro la sacrestia mi costrinse a fargli un rapporto orale completo. Ma non fu l’unica volta, successe altre tre volte”. Questa la testimonianza alle Iene di una delle vittime di Don Michele Barone, il sacerdote della diocesi di Aversa arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di abusi sessuali aggravata e maltrattamenti. A far scattare l’allarme attorno al prete, poi arrestato, è stato un servizio della trasmissione di Italia Uno che nelle scorse settimane si è occupata del caso. L’accusa nei confronti di Don Michele è quella di aver generato nelle giovani donne, la maggior parte delle quali minorenni, la convinzione di essere possedute dal demonio così da soggiogarle a suo piacimento. Nella seconda parte del servizio di Gaetano Pecoraro nuove testimonianze metterebbero in luce un altro aspetto del prete, che per mantenere il controllo sulle proprie vittime e farle restare all’interno della setta avrebbe sempre usato metodi mafiosi come minacce, intimidazioni ed estorsioni.

Don Michele è accusato di violenza sessuale ai danni di donne e maltrattamenti nei confronti di una ragazzina di 13 anni, affetta da un disturbo di conversione, ma «curata» dai riti praticati da don Michele con il benestare dei genitori. L’inchiesta che ha portato alla luce il caso della bambina, ha squarciato un velo. E ora spuntano, ogni giorno, nuove testimonianze e accuse al sacerdote di Casapesenna. «Don Michele ha costretto le vittime a subire abusi – si legge nell’ordinanza – in una occasione si era tolto la tunica restando nudo e aveva costretto F.S. a praticare sesso orale».

Dall’altra c’è però chi lo difende, come  le donne della famiglia Barone.
«Ve ne dovete andare, avete fatto abbastanza», sono le uniche parole che riescono a pronunciare mentre scappano rintanandosi nelle loro case, sbattendo porte e portoni in faccia, in segno di disprezzo. La sorella del sacerdote in carcere è una suora dell’Opera di don Salvatore Vitale. Ieri, l’ordine dei giornalisti della Campania lo ha sospeso e «ha avviato la procedura affinché il Consiglio di disciplina apra il relativo procedimento disciplinare». Il provvedimento dei giornalisti fa il paio con quello adottato dalla Chiesa che aveva già , la settimana, ordinato al suo prelato di non officiare in pubblico. A difenderlo sono ancora le tante donne che partecipavano alle sue preghiere, anziane del paese ma non solo.