Sei anni e quattro mesi di reclusione. Questa la condanna rimediata dal ras di piazza Mercato Ciro Mazzarella, esponente di spicco dell’omonima famiglia di camorra. Secondo la ricostruzione della Procura, Mazzarella si sarebbe reso protagonista, agli inizi del 2022, di un’estorsione ai danni di un’agenzia di scommesse di corso Garibaldi. Stando alla ricostruzione accusatoria, il ras avrebbe imposto un taglieggiamento alquanto singolare: 50 euro, che avrebbe utilizzato per giocare alle “macchinette” presenti nel locale.
Il pubblico ministero aveva invocato per lui sette anni, linea quasi del tutto accolta con il gip Capasso, che ha condannato Mazzarella a sei anni e quattro mesi. Secondo la Procura, il figlio del boss Gennaro ‘o schizz avrebbe preteso un “prestito” di 50 euro per fare alcune scommesse, denaro che gli sarebbe stato subito consegnato dai dipendenti dell’attività, che già lo conoscevano. Andato ben presto in fumo il denaro, il ras avrebbe quindi chiesto un nuovo prestito e, a quel punto, i lavoratori presenti all’interno del locale avrebbero messo Mazzarella in contatto telefonico con il gestore della sala scommesse, che sarebbe stato anche minacciato dal ras.
Dopo la denuncia del titolare sono partite le indagini: è dire che i legali di Mazzarella, Antonio Abet e Salvatore Impradice, avevano subito contestato la ricostruzione della Procura e per questo motivo hanno chiesto il processo con la formula del rito abbreviato condizionato. La difesa puntava in particolare all’escussione del genero di Mazzarella, che qualche giorno dopo le minacce avrebbe riconsegnato i 50 euro al proprietario dell’attività.

