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Feriti e morti nel crollo alla Vela Celeste, partiti gli interrogatori per i 12 indagati

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Sono partiti gli interrogatori delle persone indagate per il crollo della Vela di Scampia. Dovranno comparire davanti al Pm Manuela Persico del tribunale di Napoli Natalia Esposito (difesa di fiducia dall’avv. De Fusco Roberto), Francesco Cuccari (difeso di fiducia dall’avv. De Fusco Roberto), Tiziana Di Bonito (difesa di fiducia dall’avv. Marco Campora), Brandi Vincenzo (difeso di fiducia dall’avv. Giovanni Picardi), Alfonso Ghezzi (difeso di fiducia dall’avv. Alessio Curatoli), Antonietta Agliata (difesa di fiducia dall’avv. Rosario Pezzella), Cinzia D’Oriano (difesa di fiducia dall’avv.Domenico Ciruzzi), Nicola Marco Fabozzi (difeso di fiducia dall’avv. Ferdinanzo Letizia),

Una dozzina di funzionari pubblici sono stati iscritti nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta della procura di Napoli sul crollo del ballatoio avvenuto nella Vela Celeste di Scampia che provocò tre morti e 11 feriti, tra cui 7 bambini. Il cedimento si verificò nella sera dello scorso 22 luglio, un lunedì, poco dopo le 22:30. I reati ipotizzati dagli inquirenti sono crollo colposo, omicidio plurimo colposo e lesioni colpose.

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Le indagini della squadra mobile di Napoli, coordinate dal sostituto procuratore Manuela Persico, della sezione “lavoro e colpe professionali” della procura partenopea, si sono avvalse anche degli accertamenti eseguiti da due consulenti. Gli inquirenti si sono concentrati, in particolare, sulle presunte responsabilità circa la mancata manutenzione del complesso edilizio e anche sul mancato sgombero degli occupanti, disposto e per molti anni rimasto lettera morta.

Durante l’indagine, che ha visto anche una cooperazione tra la procura di Napoli e la Corte dei conti della Campania, sono stati ascoltati una quindicina di professionisti e ingegneri del Comune di Napoli e della società partecipata “Napoli Servizi”.

Il cedimento di uno dei ballatoi al terzo piano nella Vela Celeste di Scampia avvenne nella serata di lunedì 22 luglio 2024, poco dopo le 22,30: provocò tre morti e undici feriti, tra cui sette bambini. Precipitando, il ballatoio determinò la caduta anche di quelli presenti al secondo e al primo piano. Il primo a perdere la vita in quel disastro fu il 29enne Roberto Abbruzzo, deceduto sul colpo. Poi, Margherita Della Ragione, 35 anni. Qualche giorno dopo, in ospedale, perse la vita anche Patrizia Della Ragione, 53 anni, zia di Margherita. A indagare sul crollo sono stati gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Napoli, coordinati dal sostituto procuratore Manuela Persico e dal procuratore aggiunto Sergio Amato.

Gli inquirenti, che si sono avvalsi anche delle risultanze delle relazioni redatte da due consulenti, hanno concentrato la loro attenzione su due aspetti in particolare: la cattiva o mancata manutenzione del complesso abitativo, e anche la mancata esecuzione dello sgombero, disposto a suo tempo dall’allora sindaco di Napoli Luigi De Magistris, ma rimasto lettera morta per molto tempo. Dagli accertamenti è emersa un’ordinanza, datata ottobre 2015, che metteva in guardia dal pericolo crolli insito nella Vela Celeste. Un atto con il quale si ordinava lo sgombero. Un allarme che non troverà mai seguito. Non solo. Agli atti figura anche un documento, datato 2016, con il quale si denunciava la mancata manutenzione dei ballatoi della Vela Celeste di Scampia con relativo rischio crollo. Un altro atto di denuncia a cui è però seguito l’immobilismo delle istituzioni. Al cedimento di luglio ha poi fatto seguito un altro crollo, molto meno grave ma indicativo della situazione di precarietà strutturale in cui versavano e versano le Vele di Scampia, che nell’ultimo mezzo secolo erano diventate il simbolo di Gomorra e del degrado di Napoli. A novembre è caduto un pezzo di solaio fatiscente, tra il quinto e il sesto piano della Vela Rossa, per fortuna senza creare conseguenze per le persone. Nei mesi successivi la tragedia il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha proceduto allo sgombero dei residenti delle tre Vele – Celeste, Gialla e Rossa – che ora sono disabitate per motivi di sicurezza, “a causa dei rischi che minacciano la pubblica e privata incolumità”. Nel corso di questi mesi gli investigatori hanno acquisito le testimonianze di una quindicina di professionisti, dipendenti del Comune e della società partecipata Napoli Servizi.

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Antonio Mangione
Antonio Mangionehttp://www.internapoli.it
Giornalista pubblicita iscritto dalll'ottobre 2010 all'albo dei Pubblicisti, ho iniziato questo lavoro nel 2008 scrivendo con testate locali come AbbiAbbè e InterNapoli.it. Poi sono stato corrispondente e redattore per 4 anni per il quotidiano Cronache di Napoli dove mi sono occupato di cronaca, attualità e politica fino al 2014. Poi ho collaborato con testate sportive come PerSempreNapoli.it e diverse testate televisive. Dal 2014 sono caporedattore della testata giornalistica InterNapoli.it e collaboro con il quotidiano Il Roma
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