“Le attività colpevoli del Covid? Lo Stato carnefice delle attività. La vergogna di essere italiani”. Questa la scritta comparsa su uno striscione affisso all’estermo di un centro estetico Punto Felice in via Frezza, nei pressi del centro storico di Giugliano. Una protesta pacifica ma dura e chiara. Molte attività commerciali si aspettavano dopo Pasqua di poter riaprire ed invece a causa del nuovo Dpcm e della zona rossa in Campania, parrucchieri, barbieri e centri estetici resteranno ancora chiusi, con grave danno per gli introiti.

Protesta anche a Napoli

Il mondo delle imprese rappresentato da Confesercenti Campania scende in piazza per urlare la propria disperazione, rimettendo idealmente nelle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella le proprie licenze commerciali.

Mercoledì 7 aprile 2021, alle ore 10.30, in Piazza del Plebiscito (Napoli), dinanzi alla Prefettura, si terrà una manifestazione generale per invocare risposte e aiuti per 15 categorie d’impresa. In piazza ci saranno “15 croci” simbolo della disperazione di ciascun settore commerciale, ormai alla resa a causa della pandemia e del sostegno scarso, inadeguato e intempestivo dei vari Governi
«Saremo tutti in piazza – annuncia Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania -, dal mondo del turismo a quello della moda e abbigliamento, dal wedding alla ristorazione, dagli albergatori ai B&B al trasporto privato, dai parrucchieri e dal mondo dell’estetica ai lavoratori dello spettacolo, dagli agenti di commercio, di viaggio alle guide/accompagnatori ai mercatali, dalle società di eventi e dai negozi di arredamenti a tutte le partite IVA. Insieme tutti i presidenti di categoria, una grande mobilitazione per chiedere risposte serie al Governo: molti di noi non sanno come riaprire, quando sarà: sono sommersi dai debiti e dalla disperazione».

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