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La famiglia Giordano scrive a Giorgia Meloni: “Dignità per Salvatore”

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Un calvario con cui la famiglia Giordano ha convissuto per 12 anni è finalmente giunto al termine. La Corte di Cassazione ha reso definitive le condanne nei confronti di color che sono risultati coinvolti nella triste vicenda dello studente di Marano – deceduto per proteggere i suoi amici dalla caduta di calcinacci dal costone della Galleria Umberto di via Toledo.

L’appello della famiglia Giordano per Salvatore

“ll rispetto della sentenza, il risarcimento dovuto e, soprattutto, un atto ufficiale di scuse da parte delle istituzioni coinvolte. Non per vendetta, ma per dignità”. Queste le parole che emergono dalla nota resa pubblica dal legale della famiglia, l’avvocato Pisani, e rivolta alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

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“Dopo tredici anni di processo, rinvii, udienze, perizie e sofferenze indicibili – prosegue la nota della famiglia Giordano – la giustizia è finalmente giunta a una sentenza definitiva”. “Ad oggi, – si legge ancora nella lettera – non è mai arrivata una richiesta di scuse istituzionale alla famiglia. Non un gesto umano, non una parola di pietà verso due genitori che hanno perso un figlio in circostanze che la giustizia ha riconosciuto come frutto di responsabilità precise”.

L’invito alla Premier

La lettera, rivolta alla Presidente del Consiglio, sottolinea come la vicenda di Salvatore Giordano non sia un semplice fascicolo. “Salvatore – conclude la lettera – era un ragazzo che stava passeggiando con gli amici in una giornata qualunque”.

L’attenzione viene posta soprattutto sulla poca sicurezza dei luoghi pubblici, e sulla responsabilità morale dello Stato. “Confido nel Suo intervento affinché questa storia non resti l’ennesimo caso in cui la giustizia formale non si traduce in giustizia sostanziale”.

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