Quando la pezza è peggio del buco. Che l’episodio del gol annullato a Scott McTominay facesse discutere era facilmente ipotizzabile, ma che a metterci il carico da novanta fosse addirittura l’Aia era praticamente impossibile.
Le parole di Andrea De Marco, Responsabile dell’Associazione Italiana Arbitri per i rapporti tra CAN e Club di Serie A e Serie B, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” su CRC, hanno fatto nascere ulteriori dubbi sulla decisione presa intorno al minuto 13 di Napoli-Parma.
L’ex arbitro, nel maldestro tentativo di fare chiarezza sull’utilizzo del SAOT (Semi-Automated Offside Technology), ha rivelato: ““Il SAOT, Semi-Automated Offside Technology risolve in maniera oggettiva problematiche relative al fuorigioco. Vengono analizzate contemporaneamente tutte le immagini di 10 telecamere che tracciano il movimento dei calciatori e del pallone. Può sembrare che oltre la linea ci sia solo il braccio di Mazzocchi, perché la visualizzazione probabilmente è stata fatta con la telecamera sbagliata, e sappiamo che nel fuorigioco non è una parte punibile. Ma in realtà la tecnologia ha rilevato che una parte della spalla, che invece è punibile, superava la linea. Parliamo di centimetri, ma che per regolamento bastano affinché venga fischiato il fuorigioco. È una decisione automatica ed è applicata allo stesso modo in tutti i campionati in cui viene adoperato questo tipo di tecnologia. La visualizzazione che è stata proposta può trarre in inganno, perché non è chiara. Però da quello che è stato valutato in sala VAR, cioè i dati oggettivi, si è visto che la porzione della spalla superava la linea difensiva ed era punibile. Non c’è interpretazione umana con il SAOT, è un dato oggettivo”.
Insomma, secondo quanto dichiarato da De Marco, in onda sarebbe stata mandata un’immagine sbagliata in cui Mazzocchi non sarebbe in fuorigioco e che giustamente ha fatto infuriare i tifosi del Napoli. Eppure la messa in onda dell’immagine incriminata non è stata immediati. Dazn ha trasmesso il frame del Var circa 10 minuti dopo la ripresa del gioco. Un tempo certamente sufficiente per scegliere accuratamente la telecamera corretta e togliere ogni dubbio sul corretto utilizzo del SAOT. L’immagine corretta, di cui parla De Marco, non è spuntata fuori manco a fine gara e tantomeno nelle ore successive, alimentando ulteriormente il clima di spospetto, che si fortifica, probabilmente, ancor più dopo le parole del responsabile dell’Associazione Italiana Arbitri per i rapporti tra CAN e Club di Serie A e Serie B. “Il frame non viene scelto dall’arbitro né dal VAR, ma dal sistema che individua il momento con una percentuale di affidabilità molto alta, sopra il 90%”. A questo punto viene spontaneo chiedersi: e se il caso Mazzocchi facesse parte del 10%? Una domanda che difficilmente avrà mai una risposta oggettiva.


