Continuano le polemiche su Gianni Lanciato, il rider protagonista, suo malgrado, della rapina avvenuta una settimana fa su Calata Capodichino. Dopo aver rifiutato una serie di lavori perchè troppo lontani e perchè sprovvisto di auto questa mattina è apparsa su Il Mattino un’intervista a Luciano Bifulco, il macellaio di Ottaviano che ha voluto offrire un’opportunità al 50enne vittima di una rapina a Calata Capodichino. «Abbiamo fissato un giorno per il colloquio – spiega Bifulco – ma a quel colloquio non si è mai presentato. Ero pronto a offrirgli un contratto di lavoro a tempo indeterminato, full time. Un mio collaboratore era disponibile anche ad andarlo a prendere a Napoli per fargli sostenere il colloquio. Al rider auguro il meglio come lo auguro a tutta l’area metropolitana di Napoli, che non merita di finire sotto i riflettori per fatti di cronaca nera. Il mio appello era nato per questo, per dimostrare che a Napoli esiste gente per bene».

Le parole del rider

«Sono grato a chi mi ha offerto la possibilità di avere un’occupazione a tempo indeterminato, come i tanti imprenditori che mi stanno chiamando dalla provincia. Ma sono un po’ deluso dopo aver fatto l’ennesimo colloquio ieri in una nota catena della grande distribuzione. Non è andata come mi aspettavo». A parlare al Mattino è Gianni, il rider vittima di una violenta rapina a Napoli ad inizio anno (leggi l’articolo precedente). Ad orra è ancora senza lavoro: “Ho ricevuto tante offerte, ma molti posti sono troppo lontani da casa”. Giovanni ha rifiutato l’offerta della macelleria Bifulco di Ottaviano e quella di Caivano. Soluzione quest’ultima che gli era stata prospettata ieri dall’ufficio personale di Sole 365, dove ha sostenuto il colloquio. «Per me sono troppo lontani», ha spiegato Giovanni, che è padre di due figlie di 15 e 19 anni e di professione fa il macellaio. «Premesso che non ringrazierò mai abbastanza tutti quelli che si sono adoperati per me sin dall’inizio – ha detto Gianni – non sono tuttavia rimasto soddisfatto. Anzi, ho tanta rabbia a dire il vero, perché mi sento mortificato dopo che, per ben quattro volte, anche questo colloquio con la stessa catena di supermercati è andato male».

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