Un’altra famiglia potrebbe chiedere verifiche su un precedente trapianto di cuore pediatrico eseguito all’Ospedale Monaldi, mentre proseguono le indagini sulla morte del piccolo Domenico Caliendo.
A parlarne a il Corriere è l’avvocato Francesco Petruzzi, legale dei genitori del bimbo, Patrizia e Antonio. «Un’altra famiglia si è rivolta al mio studio legale per un altro trapianto di cuore con esito negativo e stiamo continuando con le nostre indagini difensive per far emergere tutta la verità su quanto successo a Domenico Caliendo». Il legale ha ribadito inoltre di avere «piena fiducia nella magistratura e nel lavoro che si sta facendo su questo caso».
Il piccolo Domenico, di due anni e cinque mesi, è morto quindici giorni fa dopo due mesi di coma farmacologico seguiti al trapianto eseguito il 23 dicembre. Sulla vicenda indaga la Procura di Napoli con i Carabinieri NAS.
Nel frattempo, la seconda famiglia starebbe valutando eventuali azioni legali per un caso avvenuto circa cinque anni fa e conclusosi con il decesso di una bambina per rigetto del trapianto. «Anche in questo caso, durante i primi colloqui mi hanno riferito comportamenti anomali da parte di alcuni medici», ha spiegato Petruzzi. Tra gli elementi segnalati anche l’utilizzo dello stesso tipo di contenitore per il trasporto dell’organo: «Era lo stesso modello di quello utilizzato per Domenico — ha confermato l’avvocato Petruzzi — nonostante le linee guida del Centro nazionale trapianti prevedano quelli con termostato già dal 2018».
Intanto l’azienda ospedaliera dei Colli ha annunciato una collaborazione con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù: per tre mesi una équipe specializzata lavorerà a Napoli per garantire continuità all’attività di cardiochirurgia pediatrica dopo il caso Caliendo, che ha portato anche alla sospensione dei cardiochirurghi indagati Guido Oppido e Gabriella Farina.
«La possibilità che questa drammatica vicenda potesse avere ripercussioni sull’attività cardiochirurgica ha spinto l’Azienda a verificare tutte le possibili soluzioni, interne ed esterne all’ospedale – sottolinea il direttore generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli, Anna Iervolino – e abbiamo immediatamente attivato una collaborazione con uno dei centri pediatrici più autorevoli a livello nazionale. L’obiettivo è garantire la piena operatività del servizio, tutelando i pazienti e rafforzando ulteriormente un settore strategico della nostra Azienda».


