Si è conclusa ufficialmente l’operazione di ripristino della legalità all’interno del complesso edilizio della 167 di Arzano, dove la Polizia Locale, guidata dal Comandante Luigi Maiello, ha completato lo sgombero dell’appartamento di edilizia residenziale pubblica occupato abusivamente dal boss Monfregola per oltre 10 anni.
Lusso nella casa del boss Monfregola
L’intervento ha visto la definitiva rimozione dell’arredo di lusso presente nell’immobile, acquistato con i proventi del traffico di droga e utilizzato dal clan come simbolo di ostentazione e controllo del territorio. L’immobile era stato denunciato circa due mesi fa al deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli da parte dei cittadini aventi diritto, avviando così l’iter di verifica e recupero coordinato dalla Polizia Locale.
“Il messaggio deve essere chiaro e inequivocabile: gli alloggi popolari spettano a chi ne ha reale necessità e ha diritto in graduatoria, non a chi pensa di trasformare le case dello Stato nelle proprie roccaforti criminali. La famiglia del capoclan affermava con arroganza che finché ci fossero stati i suoi mobili quella casa sarebbe rimasta sua. Oggi quei mobili sono stati portati via e finiranno in discarica se nessuno li reclamerà. I soldi guadagnati con la droga e la sopraffazione a noi fanno schifo“, dichiara Borrelli, presente sul posto durante tutte le operazioni.
Il messaggio del deputato Borrelli
Borrelli invia poi un messaggio diretto e rassicurante alle famiglie vittime del sopruso: “I legittimi assegnatari che entreranno in questa casa devono stare assolutamente sereni. Saranno sotto l’ala protettrice e costante della Polizia Locale, delle forze dell’ordine e della Procura della Repubblica. Non permetteremo a nessuno di intimidire chi rientra nei propri diritti.”
Nel corso dell’operazione, il parlamentare Borrelli ha riscontrato l’enorme sfarzo presente nell’appartamento che il clan aveva arredato con marmi pregiati, vasche da bagno con idromassaggio e pareti realizzate con parato firmato Versace. Addirittura all’ingresso dell’abitazione c’erano le iniziali del clan scolpite nel marmo.
Infine l’abitazione era piene di immagini sacre e statue di santi. “Abbiamo già chiesto formalmente al Comandante Maiello e ai sindaci del territorio di passare al setaccio tutte le graduatorie degli alloggi popolari. Le case vanno assegnate alle famiglie perbene, spezzando una volta per tutte il parassitismo e il lusso immeritato dei clan.”
Colpo al clan della 167, blitz tra Arzano e l’hinterland: i nomi dei 17 arrestati


