HomeCronacaMorte di Fabio Ascione, il pentito parla di Autiero: "Agitava la pistola"

Morte di Fabio Ascione, il pentito parla di Autiero: “Agitava la pistola”

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L’omicidio di Fabio Ascione sarebbe nato dopo uno scontro tra gruppi di camorra. Secondo le indagini dei carabinieri, coordinate dalla DDA di Napoli, nelle ore precedenti alla morte del giovane sono state registrate tensioni tra alcuni esponenti dei gruppi i clan Veneruso-Rea e De Micco. Per la morte del 20enne sono stati accusati Francescopio Autiero e un minorenne, così il pm Sergio Raimondi e il procuratore aggiunto Sergio Amato hanno firmato il decreto di fermo nei confronti dei due giovani.

I carabinieri hanno scoperto che il 23enne indagato, già in passato, è stato fermato in compagnia di alcuni affiliati al gruppo Bodo. Gli inquirenti della Procura di Napoli, guidata da Nicola Gratteri, hanno ascoltato il collaboratore di giustizia Eduardo Fiorentino Mammoliti in merito alla morte dell’innocente. Il pentito ha raccontato che Autiero è il nipote del ras del clan De Micco, Luigi La Rocca (non indagato), inoltre ha saputo che il presunto autore prima dell’omicidio Ascione: “Agitava la pistola che aveva in mano ed accidentalmente è partito da questa pistola un proiettile che ha colpito Fabio uccidendolo“.

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Omicidio di Fabio Ascione, la decisione di Autiero

Autiero si è presentato la scorsa notte presso la caserma dei carabinieri di Poggioreale, accompagnato dal suo legale Leopoldo Perone. Il 23enne è indicato come l’autore del colpo fatale costato la vita a Fabio Ascione a Ponticelli. All’indagato i carabinieri sono giunti, in poco tempo, grazie alle testimonianze raccolte subito dopo l’omicidio e ai filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona che hanno ricostruito quanto accaduto.

“Ua mi ha colpito”, le ultime parole di Fabio Ascione prima di morire

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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