La Polizia ha notificato un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di un cittadino algerino di 36 anni, Athmane Touami, alias Tomi Mahraz, che si trovava già in carcere. Il reato contestato è di partecipazione ad organizzazione terroristica. Le indagini hanno accertato la sua diretta attività di supporto agli autori degli attentati terroristici del teatro Bataclan, Stade de France e degli attacchi armati concentrati nella I, X e XI arrondissement, avvenuti a Parigi il 13 novembre 2015. In particolare l’uomo avrebbe garantito la disponibilità di documenti contraffatti agli attentatori.

Dalle intercettazioni è emersa, inoltre, la sua volontà, appena scarcerato, di tornare in Francia dopo una sosta di qualche giorno a Napoli, oltre a ricerche specifiche in rete, precedenti alla detenzione, sulle modalità per dissimulare le impronte digitali. Di qui l’urgenza di intervenire con un nuovo provvedimento cautelare per impedirne la fuga.

Le indagini della Polizia sul presunto terrorista algerino Athmane Touami fermato a Bari hanno accertato tentativi di indottrinamento nei confronti di altri soggetti quando il 36enne, nel 2019, era trattenuto nel Cpr del capoluogo pugliese.

In particolare ci sono registrazioni che dimostrano che ha fatto ascoltare alcune Fatwa di Imam radicali a cittadini albanesi presenti nel suo stesso modulo abitativo, cercando di fare proselitismo. La Dda di Bari ha intercettato conversazioni anche nel successivo periodo di detenzione in carcere per possesso di documenti falsi fino al fermo per terrorismo.

Nell’interrogatorio di convalida dinanzi al gip, l’indagato avrebbe confessato la conoscenza con molti dei soggetti indicati dagli inquirenti e la paternità di alcuni documenti sequestrati nel corso delle indagini, negando però di conoscere i soggetti direttamente coinvolti negli attentati di Parigi.

 

L’uomo appartiene all’Isis

L’uomo, secondo quanto accertato dagli investigatori del Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Esterno della Polizia e dalla Digos di Bari, è ritenuto appartenente all’organizzazione terroristica Isis. Le indagini hanno consentito di accertare, anche grazie alla collaborazione internazionale, la vicinanza dell’indagato ad ambienti radicali di matrice jihadista oltre al suo coinvolgimento negli attentati terroristici del novembre 2015 a Parigi.

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