HomeCronacaNeonata morta a Sarno, la 16enne: "Non so chi è il padre...

Neonata morta a Sarno, la 16enne: “Non so chi è il padre e non sapevo di essere incinta”

PUBBLICITÀ

Aveva tra le braccia una neonata con il cordone ombelicale ancora attaccato quando si è presentata al pronto soccorso dell’ospedale Martiri di Villa Malta di Sarno chiedendo disperatamente aiuto. A entrare nella struttura sanitaria è stata una sedicenne, accompagnata da una donna che ha dichiarato di essere sua madre. La scena, drammatica, ha lasciato senza parole i sanitari: la piccola appariva già in condizioni gravissime e ogni tentativo di salvarla si è rivelato inutile. I medici hanno provato a rianimarla per circa quaranta minuti, ma la neonata non ce l’ha fatta. Lo riporta Il Mattino.

Secondo quanto riferito dalla donna ai sanitari e successivamente ai carabinieri, la ragazza non sarebbe stata consapevole della gravidanza. Entrambe, di origine cinese e provenienti da Terzigno, hanno raccontato che il parto sarebbe avvenuto improvvisamente durante la notte, nel bagno dell’abitazione di famiglia. La sedicenne avrebbe iniziato a urlare dal dolore e la madre, intervenuta subito dopo, l’avrebbe trovata in una pozza di sangue con la bambina appena nata ancora collegata dal cordone ombelicale. Sarebbe stata proprio la 37enne a reciderlo. La neonata, stando al loro racconto, avrebbe emesso pochi vagiti prima di smettere di respirare.

PUBBLICITÀ

Scattato l’allarme, il personale sanitario ha immediatamente informato i carabinieri, che”” hanno a loro volta avvisato la procura di Nola, competente per territorio dato che il parto e il decesso sarebbero avvenuti a Terzigno. La salma della piccola è stata sequestrata per consentire tutti gli accertamenti necessari. Gli investigatori dell’Arma, coordinati dal colonnello Gianfranco Albanese del Reparto territoriale di Nocera Inferiore, hanno raccolto le testimonianze della madre e della figlia, mentre la sedicenne è stata ricoverata nel reparto di Ginecologia per accertamenti e monitoraggio clinico.

Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti vi sarebbe quella di un ritardo nel taglio del cordone ombelicale, elemento che potrebbe aver contribuito al decesso della bambina. I carabinieri hanno inoltre cercato di ricostruire il contesto familiare e identificare il padre della neonata. Alla domanda degli investigatori, la ragazza avrebbe risposto: «Non lo so, neanche sapevo di aspettare un bambino».

Nel corso della giornata sono emerse anche indiscrezioni poi ridimensionate o smentite. In un primo momento, infatti, la giovane avrebbe raccontato ai sanitari che la bambina fosse nata da una relazione osteggiata dalla famiglia perché il ragazzo era italiano e che la gravidanza sarebbe stata nascosta. Una versione che però non sarebbe stata confermata davanti ai carabinieri. A Terzigno, inoltre, nessuno sembrerebbe conoscere questo presunto legame sentimentale. Saranno eventualmente gli esami genetici disposti dalla procura di Nola, guidata dal procuratore capo Marco Del Gaudio, a chiarire ulteriori dettagli sulla vicenda.

Un altro aspetto emerso dagli accertamenti riguarda la posizione anagrafica della minorenne: secondo quanto trapelato dagli uffici comunali, soltanto la madre risulterebbe residente a Terzigno, mentre della ragazza non vi sarebbero tracce nei registri anagrafici né nello stato di famiglia. Gli investigatori stanno inoltre verificando se, prima dell’arrivo all’ospedale di Sarno, le due donne abbiano tentato di rivolgersi a una clinica privata della zona vesuviana.

L’autopsia dovrà stabilire con precisione le cause della morte della neonata. Gli esami medico-legali serviranno in particolare a verificare la presenza di aria nei polmoni, elemento che confermerebbe che la piccola fosse nata viva, e ad accertare eventuali traumi. Dai primi riscontri esterni, al momento, non sarebbero emersi segni evidenti di violenza.

Nel reparto di Ginecologia dell’ospedale di Sarno resta massimo il riserbo sulla vicenda. La sedicenne e la madre sono assistite nel rispetto della privacy, considerato il coinvolgimento di una minore. Nessun familiare sarebbe presente nella struttura sanitaria e non si esclude che le due donne possano trovarsi in Italia senza una rete parentale stabile. Se dovessero emergere responsabilità penali a carico della ragazza, la vicenda potrebbe approdare anche alla procura per i Minorenni di Napoli, già informata dei fatti.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ