Omicidio Alessandra Madonna. Giuseppe Varriale: “Non volevo”, ma il Pm è duro: “Trent’anni di carcere”

“Trent’anni per Giuseppe Varriale”. Questa la richiesta del Pm per il 28 enne di Mugnano di Napoli responsabile, secondo la procura, della morte dell’ex fidanzata, Alessandra Madonna. L’ udienza discussa stamattina, 30 ottobre, si è tenuta al tribunale di Napoli Nord. L’imputazione è quella di omicidio volontario: Varriale, secondo l’accusa, avrebbe coscientemente condotto alla morte Alessandra, promettente ballerina di Melito, provocando il tragico incidente che avrebbe segnato drammaticamente il destino dei due giovani.

Sarebbe stato proprio un alterco tra i due ex amanti verificatosi nella notte tra il sette e l’otto settembre 2017 a spingere ad una fuga impulsiva Varriale, il quale, accelerando la guida della Range Rover su cui viaggiava, avrebbe trascinato per metri il corpo di Alessandra, rimasta aggrappata alla portiera dell’auto, procurandole le gravissime lesioni che le furono fatali.

Della colpevolezza del giovane sono fermamente convinti i genitori della il padre della vittima Madonna Vincenzo, il fratello minorenne Gennaro e la madre Olimpia Cacace, costituitisi, durante l’iter processuale, parte civile e rispettivamente rappresentati dagli avvocati Celestino Gentile, Alessandro Caserta e Giovanbattista Vignola. A difendere invece Varriale, gli Avv. Pomponio e Chiummariello.

Nel corso dell’udienza di stamattina, però, Varriale ha precisato che non era sua intenzione ammazzare Alessandra e che sarebbe stato un incidente.