Si indaga sull’omicidio di Armando Lupoli avvenuto sabato scorso in strada ad Arzano. Il 49enne era in auto quando è stato raggiunto dai sicari che hanno esploso diversi colpi di pistola in via Mazzini. La vittima 49enne sarebbe il cugino di due esponenti del clan della 167 e proprio al gruppo Monfregolo sarebbe stato mandato un messaggio di morte nell’ottica di una vendetta trasversale.
Sul posto dell’agguato sono giunti i carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna per ricostruire l’esatta dinamica del raid. Lupoli fu arrestato l’ultima volta a Sant’Antimo nel 2017: i carabinieri lo sorpresero mentre effettuava uno scambio di droga in un parcheggio.
Controlli dopo l’omicidio ad Arzano
Nelle ultime ore carabinieri del comando provinciale hanno intensificato i controlli con massicci interventi nell’area a nord di Napoli. Sabato notte i carabinieri della tenenza di Arzano, i carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna e i militari della compagnia di Casoria hanno effettuato una serie di perquisizioni mirate. Le strade setacciate palmo a palmo.
A finire in manette un 49enne incensurato di Arzano. L’uomo deve rispondere di detenzione di arma da fuoco clandestina. I carabinieri hanno fatto irruzione nell’abitazione dell’uomo e lì hanno rinvenuto e sequestrato una pistola calibro 8 millimetri modello 85 con la canna modificata con una calibro 7,65 e un caricatore pieno di 7 proiettili calibro 3,80. Il 49enne è stato trasferito in carcere. L’arma sarà sottoposta ad accertamenti balistici per verificare il suo eventuale utilizzo in fatto di sangue o altri delitti.

