Ospite a Open Var, format di Dazn, Figc, Aia con la collaborazione della Lega Serie A, l’ex arbitro e responsabile dei rapporti istituzionali Can A e B Andrea De Marco ha fatto luce sugli episodi più controversi della 19esima e 20esima giornata di Serie A. In particolare, si sono valutati i casi del rigore e del goal annullato a Hojlund in Napoli-Verona e del rigore concesso ai nerazzurri nella sfida del Meazza.
Il rigore assegnato ai nerazzurri contro il Napoli – “Giusto concedere il calcio di rigore. Si tratta di step on foot: il calciatore dell’Inter Mkhitaryan anticipa Rrahmani che gli dà un pestone. L’azione era troppo veloce e l’arbitro dal campo non ha potuto vederlo, il Var è intervenuto molto bene”, spiega De Marco. L’ex arbitro ha anche aggiunto che “l’intervento è stato imprudente, ci stava il cartellino giallo per il calciatore del Napoli“. Nel complesso, la direzione di gara di Doveri è stata positiva, l’Aia si reputa “soddisfatta“.
Il rigore concesso al Verona contro il Napoli – Al Maradona ha fatto molto discutere il penalty per l’Hellas, soprattutto per la dinamica con cui Buongiorno tocca il pallone con la mano. “Bisognava capire se c’era il fallo di Valentini sul difensore del Napoli. Come vediamo, il braccio è ben al di sopra della spalla e quindi in posizione punibile e il contrasto del calciatore gialloblù è stato giudicato regolare. La commissione è d’accordo con questa valutazione: due giocatori saltano e non c’è fallo”, analizza De Marco. Sulla lunghezza della revisione, l’ex arbitro ha aggiunto: “Meglio prendersi qualche minuto in più di una decisione sbagliata”.
Il gol annullato a Hojlund – Nella stessa partita, anche la rete non convalidata al Napoli ha fatto parecchio discutere: “La regola può piacere o meno, ma se nell’immediatezza un calciatore tocca anche solo involontariamente il pallone con la mano e segna, la rete deve essere annullata“, spiega De Marco. Sulla presunta valutazione di 8.6 data dal designatore Rocchi all’arbitro Marchetti, l’ex fischietto ha voluto precisare: “L’indiscrezione non ha fondamento, il voto non è reale. Marchetti ha fatto una buona gara ma il voto era più basso”.

