Pistola fake in pugno ma terrorizzava coppiette e benzinai, preso

Preso il rapinatore di coppiette

I carabinieri della stazioni di Sant’Anastasia e Somma Vesuviana hanno individuato e fermato un 26enne accusato di aver rapinato coppiette. Il raid messo a segno lo scorso 19 giugno. Secondo l’accusa avrebbe compiuto due rapine in rapida successione, fingendo di impugnare una pistola.
La prima ai danni di una coppietta appartata in un luogo isolato del Vesuviano.  La seconda al titolare di un distributore di carburanti di Somma Vesuviana al quale ha sottratto la somma di 80 euro.

Incastrato dalle immagini

Grazie alle dichiarazioni delle vittime e alle immagini di videosorveglianza delle telecamere installate in zona, i carabinieri hanno in poco tempo individuato e sottoposto a fermo di indiziato di delitto il 26enne. L’uomo continuava ad aggirarsi nella limitrofa Sant’Anastasia a bordo della propria autovettura con la quale aveva anche avvicinato le vittime.
Dopo l’udienza di convalida, è stato sottoposto ai domiciliari.

Rapinavano coppiette appartate sul Vesuvio, quattro fermati

Rapinavano le coppiette all’osservatorio Vesuviano, arrestati 4 giovani. I carabinieri della Tenenza di Ercolano hanno arrestato un 20enne di Volla e 3 giovani di età compresa tra i 19 e 22 anni. Tutti ritenuti gravemente indiziati del delitto di rapina aggravata in concorso. Colpi messi a segno nella notte tra il 17 ed il 18 giugno all’Osservatorio Vesuviano di Ercolano.

Approfittando del buio e dell’isolamento della zona, i quattro agirono in questi luoghi frequentati da coppiette e da turisti. Complessivamente sono 4 le vittime della banda. Prima i malviventi accerchiarono la coppia appartata, dopodiché la minacciarono con una chiave inglese riuscendo a farsi consegnare il cellulare. Inoltre rubarono soldi in contante ad una seconda coppia.

LE RAPINE ALLE COPPIETTE

Approfittando del buio e dell’isolamento della zona, i quattro agirono in questi luoghi frequentati da coppiette e da turisti. Complessivamente sono 4 le vittime della banda. Prima i malviventi accerchiarono la coppia appartata, dopodiché la minacciarono con una chiave inglese riuscendo a farsi consegnare il cellulare. Inoltre rubarono soldi in contante ad una seconda coppia.

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