Infuria la polemica tra il Comune e il Napoli: «Gli abbonamenti si potevano vendere»

(stadio San Paolo - archivio InterNapoli)

La giornata di ieri verrà ricordata a lungo, durante l’arco della stagione che sta per partire. Volendo, si potrebbe addirittura darle un titolo, come se fosse un capitolo di una storia che è cominciata molto tempo fa. Si potrebbe intitolarla “I problemi che non c’erano“, ad esempio. Chiaramente, il riferimento è ai problemi che avrebbero – condizionale d’obbligo – impedito alla Società di far partire la campagna abbonamenti 2018/2019. Ve ne abbiamo parlato ieri (qui e qui). Insomma, è successo che l’Assessore allo Sport del Comune di Napoli, Ciro Borriello, ha preceduto di qualche minuto il comunicato stampa del Club di De Laurentiis. Ha comunicato che i lavori alla pista d’atletica erano completati e che il rivestimento in gomma verrà applicato in maggio. In più, ha annunciato che anche l’installazione delle vetrate di protezione sono stati completati. Il tutto, come annunciato giorni fa, molto prima di Napoli-Milan. Chiamasi contropiede. A subirlo, ovviamente, è stato il Napoli.

Tra Comune e Società, ci perdono i tifosi: “volere è potere”

La Società ha programmato l’attacco al Comune, associandolo all’ufficialità della mancata messa in vendita degli abbonamenti. Solo che, quello che doveva essere un attacco, è diventato una difesa, mutando completamente il senso ultimo delle cose. La verità, come evidenziano sia l’Assessore Borriello e il Capo di gabinetto Attilio Auricchio, è che gli abbonamenti potevano essere tranquillamente messi in vendita. Quello dei lavori che interesseranno porzioni di settore a fasi alterne, è un semplice problema di gestione aziendale che, francamente, saprebbero risolvere anche gli studenti iscritti ai primi anni di ingegneria o economia. Le soluzioni sembrano essere molteplici e nessuna di queste prevede l’impossibilità di mettere in vendita gli abbonamenti. In alcuni casi, diversi per molti aspetti ma emblematici della volontà dei Club interessati realmente a tutelare la propria tifoseria, si è giocato con gli escavatori e le gru all’opera a pochi metri dalla linea di fondo campo. A memoria, potrei citare il caso del Velodrome di Marsiglia e della Dacia Arena di Udine. In breve, volere è potere.

Di seguito, le dichiarazioni dell’Assessore Borriello e del capo di gabinetto Attilio Auricchio.

Attilio Auricchio: «La programmazione degli abbonamenti è una scelta autonoma della società. Sui lavori abbiamo chiarito che lo stadio sarebbe stato pronto per ospitare le partite. Il crono-programma non abbiamo potuto mandarlo perché solo 48 ore fa abbiamo avuto il finanziamento. Noi presseremo l’azienda che vincerà la gara per tutelare l’interesse dei tifosi. Con la società era stato stabilito che si partiva coi nuovi sediolini dalla Tribuna Posillipo, quindi Curve e poi Distinti».
Ciro Borriello«Sono sconcertato dalla comunicazione del club, gli abbonati furono 6000 e la campagna abbonamenti si poteva tranquillamente lanciare, il San Paolo è molto grande».