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martedì, Luglio 23, 2024
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Ponticelli ostaggio dalla faida: clan in lotta tra omicidi, agguati e scarcerazioni

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Non sembra esserci pace per il quartiere Ponticelli che, ormai da anni, viene tenuto in ostaggio dai criminali che si fronteggiano nella faida di camorra. Le bombe, le stese e gli omicidi determinano l’acuirsi delle tensione tra i De Luca Bossa-Casella-Minichini-Schisa e i De Martino ‘XX’, nati come ‘costola’ dei De Micco e poi divenuti un gruppo autonomo.

I cittadini dei rioni di Napoli est sono costretti a vivere in mezzo a questa sanguinosa contrapposizione, purtroppo, oggi Antimo Imperatore è stato ucciso in un appartamento di via Eugenio Montale. Il 56enne è l’ennesima vittima innocente caduta sotto i colpi della camorra, raggiunto dai colpi dei killer che volevano uccidere Carlo Esposito degli XX.

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LE ULTIME TENSIONI A PONTICELLI

Negli ultimi mesi sono tanti gli episodi che hanno riacceso la rivalità tra clan. Il 2 luglio un commando armato guidato da Emmanuele De Luca Bossa ha esploso diversi colpi di pistola in aria al viale Margherita: quell’atto dimostrativo è stato condotto per colpire i nemici. Il giorno dopo i rivali ferirono un 28enne in via Cleopatra proprio nel Lotto O, roccaforte degli avversari.

Oggi per la stesa sono stati fermati il figlio di Antonio De Luca Bossa, Vincenzo Barbato e Giuseppe Damiano, mentre al momento il quarto componente del gruppo è irreperibile. I giovani sono stati incastrati dagli impianti di videosorveglianza, inoltre, gli inquirenti hanno raccolto importanti informazioni dai profili TikTok grazie ai quali sono state analizzate foto e video pubblicati sui social.

SCARCERAZIONI IMPORTANTI

Qualche giorno fa ha lasciato il carcere Francesco De Martino, ritenuto tra i vertici del gruppo ‘XX’ del rione Fiat. All’inizio di luglio c’è stata anche la scarcerazione di Christian Marfella. Si tratta del 28enne ras del Lotto Zero, figlio di Giuseppe Marfella detto ’o percuoco, e di Teresa De Luca Bossa. Il giovane ha ottenuto gli arresti domiciliari su decisione del tribunale di Sorveglianza di Reggio Calabria dopo l’istanza presentata dal suo legale, l’avvocato Mario Fortunato.

L’ARRESTO DEL BOSS DE MICCO

All’inizio di aprile 7 decreti di fermo furono emessi nei confronti di alcuni affilati al clan De Micco tra cui quello di Marco che viene indicato come mandante dell’omicidio di Carmine D’Onofrio (leggi qui l’articolo).  Testimone diretto di quella stagione di sangue è stato Rosario Rolletta, ex ras prima dei ‘Bodo’ e poi di quelli del Rione De Gasperi che dopo un agguato subito decise di collaborare con la giustizia. Le sue testimonianze, i suoi verbali sono allegati all’ordinanza di custodia cautelare che portò in carcere Luigi Austero Luca La Penna, poi condannati.

LA SCOPERTA DI D’ONOFRIO

Lo scorso ottobre Carmine D’Onofrio venne ucciso in via Luigi Crisconio, proprio sotto gli occhi della fidanzata. Il giovane, che aveva scoperto solo qualche mese prima di essere figlio di Giuseppe De Luca Bossa, avrebbe iniziato a frequentare i familiari di sangue abbandonando le vecchie amicizie, lui che fino a quel momento non aveva avuto alcun legame con la criminalità organizzata. Una curiosità la sua, una voglia di approfondire le sue origini (tanto da andare ad abitare anche nel lotto O) che lo avrebbe messo ben presto al centro del mirino dei rivali.

La guerra di Ponticelli raccontata dai pentiti

Sono stati i collaboratori di giustizia a descrivere la guerra in corso tra i De Luca Bossa  e i De Martino ‘XX’. Uno scontro iniziato con le minacce ai pusher delle piazze di Ponticelli condotto per cercare di sopraffare gli avversari. I collaboratori di giustizia hanno raccontato il ruolo e i profili dei giovani impegnati nelle minacce ai pusher del Rione De Gasperi.

Il summit tra i Casella-De Luca Bossa e i De Martino: l’articolo precedente

«Ben presto a Ponticelli si verifica un problema ossia i De Luca Bossa e i Casella non passavano a noi del gruppo De Martino i soldi necessari a mantenere i detenuti in carcere. Ci fu così un incontro a cui hanno partecipato, sulle “case”, a Bartolo Longo, Salvatore De Martino, Fiorentino Giulio, Uccello Ciro e Alessio; io non vi partecipai, ma mi fu raccontato dai partecipanti nel corso di un incontro presso un locale nella disponibilità di De Martino Salvatore. Si tratta di un appartamento in ristrutturazione disabitato che si trova al piano sottostante l’abitazione di De Martino Salvatore. Gli uomini del clan De Martino che ho citato sopra si sono incontrati con Peppino ‘o sicco, Umberto De Luca Bossa, Mimì la Puttana, Peppe o Blob. L’incontro non ha avuto gli effetti sperati. I De Luca-Bossa e i Casella hanno cercato di prendere tempo. Ciò ha comportato la rottura dei rapporti della mia organizzazione e questo cartello».

GLI AGGUATI TRA CLAN

Un incontro chiarificatore partecipò anche Giulio Fiorentino, ucciso nel marzo del 2021 e inquadrato proprio tra gli ‘XX’. Rolletta spiega poi come si giunse alla guerra e al tentato omicidio per esempio di Luigi Aulisio, genero proprio dei Casella: “Ho fatto parte del gruppo di fuoco che ha effettuato l’agguato nei confronti di Aulisio detto Ali. Quel giorno uscimmo in auto in quattro io, omissis e viaggiavamo a bordo di una Scenic monovolume di colore grigio. Non avevamo un obiettivo preciso doveva trattarsi di qualcuno del clan Casella-De Luca Bossa. Più o meno verso via Argine vedemmo su un motorino SH bianco il predetto Ali e quindi decidemmo di seguirlo e poi lo sparammo nei pressi della farmacia che si trova in zona. A sparare è stato omissis con una 7,65 che si è inceppata dopo due colpi. L’arma ci fu data da omissis mentre l’autorizzazione all’agguato fu data da omissis”.

Un altro agguato nell’agosto 2021 costò, invece, la vita a Salvatore De Martino (solo omonimo dell’uomo indicato come reggente degli ‘XX’) e il ferimento di Salvatore Scarpato sarebbero la ‘vendetta’ per l’omicidio di Giulio Fiorentino. Quest’ultimo fu colpito a morte nel marzo precedente (leggi l’articolo qui). La stessa zona dove De Martino e Scarpato furono colpiti, il Lotto Zero, indica chiaramente un attacco portato al cuore dei De Luca Bossa da mesi in guerra proprio contro gli ‘XX’.

 

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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