“Quella che vediamo in TV è una pagina di storia passata. Mi chiedo perché continuare a raccontare a tutto il mondo la Caivano della droga e della camorra quando, in realtà, quella storia è stata cancellata. Raccontare Caivano ancora per quella che non è più, farà bene all’audience ma non a questa comunità e nemmeno agli sforzi messi in campo dalla stragrande maggioranza della popolazione”.
Sono le parole del sindaco di Caivano, Antonio Angelino, sulla serie tv di Rai Uno La Preside, con Luisa Ranieri, dopo le prime puntate andate in onda lunedì scorso, 12 gennaio.
“Racconta una città vecchia e che non c’è più”, il sindaco di Caivano stronca la serie “La Preside”
Angelino ha parole di elogio per il lavoro della preside Eugenia Carfora, alla quale è ispirato il personaggio della protagonista della fiction, contro la dispersione scolastica: “Da Sindaco – sottolinea – sento il dovere di ringraziare la dirigente Carfora alla quale certamente non si può contestare il grande lavoro profuso”. Ma, aggiunge, “il passato lo conosciamo”, mentre “vorrei partire dal racconto di cos’è Caivano oggi”.
La serie tv è stata ispirata liberamente alla scuola Morano di Caivano. In realtà, la pellicola è stata girata solo in parte nel Comune dell’area nord di Napoli: la scuola è stata ricreata, infatti, a San Giovanni a Teduccio, quartiere dell’area orientale di Napoli. Nelle intenzioni degli autori, insomma, Caivano assurge a simbolo delle periferie degradate.
“Nonostante il lavoro incessante che da subito sto ponendo in essere per vincere la sfida del buon governo promessa ai caivanesi, ritengo sia doveroso trovare il tempo per fare una pausa ed articolare una considerazione personale rispetto al dibattito che si è aperto in città in relazione ai racconti che la stampa, le tv e le ricostruzioni degli opinionisti continuano ad offrire su Caivano dopo la messa in onda della fiction RAI “La Preside”. Proprio in nome di questa sfida, che è il prodromo del riscatto e della rinascita che meritiamo, vorrei condividere con voi questa riflessione per nulla polemica, ma che ha l’obiettivo di fare un’analisi corretta rispetto alla nostra città e alla nostra comunità”, sono le parole che il primo cittadino di Caivano affida al lungo post sui social.
“Ripartirei da una Caivano odierna e che vuole lasciarsi il passato alle spalle”
L’obiettivo del primo cittadino sembra essere quello di non vanificare gli sforzi fatti in questi anni per il riscatto di Caivano: “Voglio innanzitutto ricordare che ci troviamo di fronte ad una fiction – scrive – Il linguaggio televisivo, sia esso delle reti generaliste o delle piattaforme pay-per-view, ha l’esigenza di semplificare e romanzare i fatti per arrivare al grande pubblico. Al tempo stesso credo che questa comunità abbia intrapreso un percorso di rinascita proprio perché consapevole del male e degli errori passati, non possiamo dimenticare il dolore per la piccola Fortuna Loffredo, così come gli altri episodi di violenza che hanno segnato la nostra comunità. Sono ferite che lasciano cicatrici”.
Un passato, insomma, che la città vorrebbe lasciarsi alle spalle definitivamente. “Ma quella che vediamo in TV – prosegue Angelino – è una pagina di storia passata. Le sceneggiature si scrivono su fatti già avvenuti, la realtà di oggi, fortunatamente, corre più veloce della pellicola. Pertanto vorrei partire dal racconto di cos’è Caivano oggi. Il passato lo conosciamo, è stato raccontato a più voci, a tratti enfatizzato, e verrà il giorno in cui – col giusto distacco – saremo in grado anche di approfondirlo perché non tutti coloro che ne hanno fatto parte rappresentavano il marcio, anzi da Sindaco ringrazio tutti quelli che hanno dato il loro contributo umano, culturale e professionale a questa città, che per noi rappresenta valore di comunità da custodire gelosamente. E allora quindi cosa siamo oggi? L’avvento del Governo nazionale ha bonificato il territorio e sta offrendo nuove opportunità. Un grandissimo lavoro che deve continuare consapevoli che da oggi su quel percorso di legalità e di efficienza Roma troverà al suo fianco l’amministrazione locale. Gli interventi della magistratura hanno bonificato la politica e gli uffici attraverso un lavoro certosino e costante a difesa della nostra terra. Gli interventi di Regione Campania e di Città metropolitana di Napoli hanno offerto progettualità importanti che vi racconterò in questi giorni che ci fanno guardare con estrema fiducia al futuro”.
“A questo punto – aggiunge – mi chiedo e vi chiedo perché continuare a raccontare a tutto il mondo la Caivano della droga e della camorra quando, in realtà, quella storia è stata cancellata, superata. Ma di più, grazie alle operazioni ad alto impatto delle forze dell’ordine è stato inflitto un duro colpo allo spaccio, spodestando tanta criminalità dalla nostra città. Insieme stiamo lottando, con risultati visibili, per fare ancora meglio e di più. Certo, viviamo ancora tutte le emergenze proprie di una realtà del meridione d’Italia ma oggi è possibile raccontare, quando si parla di Caivano, una città totalmente diversa da quella del passato. Le associazioni, le chiese, le scuole, i parroci, i dirigenti scolastici, i docenti, i commercianti, le famiglie, gli imprenditori, il volontariato, la cittadinanza attiva, insomma tutta la città ha fatto quadrato ed ha dimostrato di voler e di saper scrivere un’altra storia. E lo ha fatto lontano dai riflettori, con l’orgoglio e l’identità di un popolo che seppur ferito ha trovato la forza di rialzarsi e riscattarsi”.
“Mi piacerebbe poter raccontare cosa siamo oggi, non oserei mai sminuire il lavoro della preside Carfora”
Quindi, un suggerimento che potrebbe essere utile forse per una nuova serie o stagione tv: “A questo punto ritengo che raccontare Caivano ancora per quella che non è più, farà bene all’audience ma non a questa comunità e nemmeno agli sforzi messi in campo dalla stragrande maggioranza della popolazione, composta da gente operosa che lavora e che vive nel rispetto delle regole, a partire da quel principio di reciprocità di cui tanto abbiamo parlato in campagna elettorale. È per questo che mi piacerebbe tantissimo poter raccontare cosa siamo oggi e cosa vogliamo diventare da qui in avanti, con il desiderio unico di migliorare sempre più la qualità dei servizi erogati per i nostri cittadini”.
Tutto questo, però, non deve sminuire il lavoro fatto dalla dirigente scolastica Carfora, come precisa Angelino: “Dal canto mio, da Sindaco, sento il dovere di ringraziare la dirigente Carfora alla quale certamente non si può contestare il grande lavoro profuso, così come quello svolto da tutti i dirigenti scolastici, gli insegnanti, il personale dipendente delle nostre scuole. Questa amministrazione ha posto al centro della sua azione scuole, bambini, ragazzi, giovani e perciò avrà sempre porte aperte e disponibilità all’ascolto per la soluzione dei problemi di propria competenza. Scrivo queste righe anche da padre caivanese relativamente giovane che si messo in gioco, con tanti coetanei abbiamo deciso di rimboccarci le maniche per dedicarci alla nostra città. Da Sindaco avrei potuto fare un altro tipo di post, molto più demagogico, difendendo la città con frasi ad effetto”.
“Mi perdonerete – conclude – non sono abituato a parlare alla pancia delle persone. Preferisco parlare alla mente e al cuore dei cittadini affinché il nostro percorso di rinascita sia vero, concreto, reale e che soprattutto duri nel tempo. Caivano la difendiamo tutti i giorni con l’esempio e con l’impegno; questa città non va più difesa perché cittadini e istituzioni hanno messo il peggio alle spalle, dimostrando valori e anticorpi contro il malaffare e contro la camorra. Da oggi questa città va valorizzata per il suo impegno, per la sua dimostrata voglia di cambiare e per il risultato raggiunto. Infine ritengo che bisogna cogliere da questa fiction il messaggio positivo: quella Caivano non esiste. Siamo nel pieno di un riscatto che coinvolge tutti. Dobbiamo fare in modo che quella Caivano non ritorni. Insieme dobbiamo scrivere la storia di una comunità che ha saputo rialzarsi e che oggi, grazie a cittadini consapevoli, guarda avanti con orgoglio. Dobbiamo sentirci tutti protagonisti della stessa storia. Non un copione, ma una realtà diversa, positiva, orgogliosa”.

