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Rogo a ‘Le Constellation’, sequestrati anche fuochi di una fabbrica napoletana

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In una borsa blu a tracolla sequestrata dalla Polizia di Zurigo al ‘Le Constellation’ nelle ore successive all’incendio c’erano anche dei fuochi d’artificio provenienti dall’Italia il cui utilizzo non è autorizzato in Svizzera e che nulla hanno a che vedere col rogo. È quanto emerge dalle carte dell’inchiesta, visionate dall’AGI, che vede indagati Jacques Moretti, in carcere, e Jessica Maric, col braccialetto elettronico, con le accuse di omicidio, incendio e lesioni colpose per la morte di 40 persone e il ferimento di 116. Nella borsa trovata sul pavimento di fronte a un divano durante il recupero del corpo di una vittima sono stati trovati e analizzati dai funzionari del servizio di disinnesco di Zurigo dell’Istituto forense diversi fuochi pirotecnici tra i quali “otto pezzi Lupo P1′ che vengono descritti dai poliziotti come “articoli pirotecnici illegali che esplodono a terra, non autorizzati in Svizzera”.

In sostanza si tratta di petardi in questo caso con “effetto flash”, quindi anche con un impatto visivo che si aggiunge al classico botto. Sull’etichetta c’è scritto che i ‘Lupo’ provengono da una fabbrica di Roccarainola in provincia di Napoli. Questi petardi sono stati trovati intatti, forse l’intenzione era di farli scoppiare fuori dopo la mezzanotte. I reperti sono stati sequestrati “nell’ambito della raccolta delle prove tra l’1 e il 2 gennaio”.

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“Il presente rapporto non fornisce alcuna indicazione sulle possibili cause dell’incendio” precisano gli inquirenti. Proprio in quei giorni si andava delineando quella che poi la Procura del Canton Vallese ha acclarato essere stata l’origine del rogo e cioè le candele scintillanti a fontana che avrebbero dovuto creare un’atmosfera festosa nell’ultima notte dell’anno e si sono trasformate nell’innesco della strage di ragazzi.

Le famiglie delle vittime a palazzo Chigi

A Palazzo Chigi sono arrivate le famiglie delle vittime della tragedia per la riunione che ha l’obiettivo di coordinare una linea comune sul fronte giudiziario, sia in territorio elvetico sia in quello italiano, e valutare le possibili iniziative da intraprendere. All’incontro partecipano il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il Ministro della giustizia Carlo Nordio, l’Avvocato generale dello Stato, Gabriella Palmieri Sandulli, rappresentanti dei Ministeri degli esteri, dell’interno, degli affari europei e della Protezione Civile.
“L’Avvocatura dello Stato si sta attivando per costituirsi parte civile nel procedimento aperto in Svizzera”, ha annunciato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi, al termine dell’incontro.

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Antonio Mangione
Antonio Mangionehttp://www.internapoli.it
Giornalista pubblicita iscritto dalll'ottobre 2010 all'albo dei Pubblicisti, ho iniziato questo lavoro nel 2008 scrivendo con testate locali come AbbiAbbè e InterNapoli.it. Poi sono stato corrispondente e redattore per 4 anni per il quotidiano Cronache di Napoli dove mi sono occupato di cronaca, attualità e politica fino al 2014. Poi ho collaborato con testate sportive come PerSempreNapoli.it e diverse testate televisive. Dal 2014 sono caporedattore della testata giornalistica InterNapoli.it e collaboro con il quotidiano Il Roma
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