Da sinistra Antonio Calone e Lorenzo Carillo

Non erano lì per uccidere ma per mandare un chiaro segnale. Una prova di forza per mostrare a tutti che i rapporti criminali a Pianura sono cambiati. Nuovo capitolo della guerra tra i Calone e i Carillo ieri sera a Pianura: ‘teatro’ dell’ennesima stesa via Evangelista Torricelli. Qui, la scorsa notte, i sicari hanno esploso ben tredici colpi di pistola (calibro 9×21) nei pressi di un’abitazione in particolare, quella del ras, detenuto da tempo, Vitale Perfetto. Si tratta dell’ex reggente dei Pesce-Marfella che prese in mano le redini del gruppo all’indomani del pentimento di Pasquale Pesce ‘Bianchina’. Secondo le ultime informative delle forze dell’ordine, persone molto vicine a Pefetto si sarebbero avvicinate al gruppo di Lorenzo Carillo, espressione della ‘vecchia guardia’ pianurese e da tempo in lotta contro il gruppo guidato da Antonio Calone.

La situazione criminale

Gli investigatori sanno che il quartiere è criminalmente spaccato in due. Da una parte il gruppo Carillo (erede di quel che resta dei Pesce-Marfella) che da tempo sta cercando di riorganizzarsi e puntare contro i Calone, gruppo che ha preso il posto dei Mele prima dell’incarcerazione dei suoi capi. Si tratterebbe così dell’ennesimo capitolo di una guerra infinita. Proprio Antonio Calone da qualche tempo avrebbe preso le distanza dal suo ex alleato Umberto Loffredo, ras conosciuto nel quartiere con il soprannome di ‘Padre Pio’.

A Pianura alleanze cambiate

Nei mesi precedenti Carillo era invece attribuito come particolarmente vicino al ras Maurizio Legnante ‘o taleban’, elemento di spicco del Rione Traiano. La vicinanza tra i due era interpretata soprattutto in chiave anti-Calone, gruppo egemone nella zona di via Comunale Napoli. Scenario totalmente cambiato nelle ultime settimane con Legnante visto ‘camminare insieme’ ad elementi vicini ad Antonio Calone e Carillo palesemente isolato. Resta da capire anche il posizionamento dei gruppi di Pianura rispetto alle tensioni maturate nelle scorse settimane nella vicina Fuorigrotta e culminate con l’omicidio di Antonio Volpe, reggente dei Baratto-Volpe (leggi qui l’articolo).

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