Decine di sfollati e cittadini dei Campi Flegrei hanno manifestato nella mattinata di ieri, lunedì 31 agosto, in piazza del Plebiscito a Napoli, davanti alla Prefettura mentre era in corso il tavolo con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, cui erano presenti anche il prefetto Michele Di Bari e i sindaci dell’area flegrea, per chiedere soluzioni all’emergenza abitativa dopo il terremoto del 31 luglio e modifiche al decreto approvato dal governo il 7 agosto.
Tamburi, striscioni e cartelli hanno accompagnato il presidio. Su uno dei cartelli la richiesta principale: “Soluzione per gli sfollati: requisite case e alberghi subito”.
A partecipare alla protesta anche la rete “Pozzuoli esiste ancora”, nata dopo il sisma di magnitudo 4.7 del 31 luglio. I manifestanti chiedono soprattutto una sistemazione stabile per chi è stato costretto a lasciare la propria abitazione e contestano l’idea che il contributo di autonoma sistemazione possa rappresentare da solo una risposta sufficiente all’emergenza.
Sit-in degli sfollati dei Campi Flegrei in piazza del Plebiscito: “Rivogliamo le nostre case”
Per raggiungere Napoli i partecipanti alla manifestazione si sono autotassati e hanno noleggiato due pullman. Una scelta legata anche alle difficoltà nei collegamenti tra Pozzuoli e il capoluogo: Cumana e metropolitana sono fuori uso e i cittadini denunciano un territorio sempre più isolato.
La protesta segue quelle organizzate a Pozzuoli a partire dal 3 agosto e l’assemblea pubblica del 12 agosto ai giardinetti di corso Terracciano. Il 25 agosto una serie di proposte di modifica al decreto era stata già consegnata in Prefettura.
Il nodo principale resta quello delle abitazioni. Gli sfollati chiedono che vengano individuati gli immobili privati sfitti, che siano previsti affitti a canone concordato e che una quota degli alloggi e delle strutture pubbliche disponibili venga riservata alle famiglie sgomberate.
Alla Regione viene inoltre chiesto di individuare, insieme ai Comuni, posti nelle strutture ricettive da destinare temporaneamente agli sfollati. Tra le proposte c’è anche quella di installare moduli abitativi temporanei nei Comuni dei Campi Flegrei, evitando così che le famiglie siano costrette a trasferirsi lontano dal proprio territorio.
Fischi al sindaco Gigi Manzoni
La tensione è salita quando in piazza è arrivato il sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni. Il primo cittadino è stato accolto da fischi e dalle grida di “vergogna” provenienti dal presidio. La contestazione ha evidenziato il clima di esasperazione di una parte degli sfollati, che chiedono tempi certi per il rientro nelle abitazioni o per l’individuazione di sistemazioni alternative.
Tra le altre richieste ci sono l’estensione dei contributi anche agli immobili interessati da inagibilità relative o sgomberi parziali e la copertura integrale delle spese necessarie alla riduzione della vulnerabilità sismica, rispetto al 70 per cento previsto.
I manifestanti chiedono inoltre controlli a tappeto sugli edifici considerati a medio e alto rischio, la sospensione dei mutui per le case inagibili, interventi sulle utenze e sulle cartelle esattoriali e ristori per le attività economiche colpite dalla crisi bradisismica.
Malori per due manifestanti
Durante il presidio due persone hanno accusato un malore, probabilmente a causa delle alte temperature. Una donna è rimasta stesa a terra mentre altri manifestanti cercavano di proteggerla dal sole con alcuni ombrelli. Una parte dei partecipanti si è poi spostata sotto la galleria per cercare riparo. L’attesa dei soccorsi, arrivati dopo circa mezz’ora secondo quanto riferito dai presenti, ha provocato ulteriori momenti di tensione.
La manifestazione è proseguita mentre all’interno della Prefettura venivano discusse le possibili modifiche al decreto. Fuori, dietro le transenne, gli sfollati hanno continuato a scandire la loro richiesta: trovare case e soluzioni concrete per chi, a un mese dal terremoto, non può ancora tornare nella propria abitazione.

