Polizia e carabinieri continuano senza sosta le ricerche del presunto killer che venerdì sera ha sterminato una famiglia, padre, madre, e figlia, e ferito gravemente l’altro figlio maggiore in un appartamento in via Montiglio, nel quartiere romano di Casalotti. Sotto la lente la rete dei suoi contatti e i luoghi che abitualmente frequentava, ma non solo. Posti di blocco sono scattati in città – con polizia, carabinieri e altre forze dell’ordine che, foto alla mano, verificano con attenzione se qualcuno possa corrispondere a lui – controlli anche nelle stazioni ferroviarie, agli stazionamenti di autobus diretti verso l’estero, negli aeroporti e fino alle frontiere.
Si cerca inoltre in luoghi isolati, come casolari abbandonati alla periferia della Capitale, dove potrebbe essersi nascosto per pianificare la fuga. L’ultima cella agganciata dal suo cellulare risalirebbe alla notte tra venerdì e sabato, in una zona poco distante dal quartiere Casalotti, teatro del triplice omicidio. Al momento non si esclude alcuna ipotesi, compresa quella di un possibile gesto estremo.
Le segnalazioni del presunto killer
Sono circa settanta le segnalazioni sul presunto killer, dopo la diffusione da parte della polizia della foto e delle generalità. Ieri infatti, la foto del presunto autore del delitto è stata divulgata dagli inquirenti agli organi di stampa. “Come disposto dalla Procura di Roma che sta coordinando l’attività di indagine della Squadra Mobile sul triplice omicidio perpetrato” afferma la Polizia “si divulga agli organi di stampa e sui canali social della Polizia di Stato la foto del presunto autore del delitto, identificato per Shahadat Hossain, nato in Bangladesh, il 10 maggio 1983”.
Foto e generalità sono state pubblicate anche sul canale Whatsapp della Polizia. “Chiunque avesse indicazioni o informazioni utili al rintraccio del presunto autore” aggiunge la nota, deve “contattare l’utenza 3346903295 della Squadra Mobile”.
La strage di Casalotti
Le vittime sono Kamal Uddin, 39 anni, la moglie Arzu, 38 anni, e Alicia, la figlia di 8 anni. L’unico a salvarsi è stato Onion, il primo figlio della coppia, originaria del Bangladesh. I poliziotti della Squadra Mobile impegnati nelle indagini sono sulle tracce di un amico dei due coniugi bengalesi assassinati. L’omicidio potrebbe essere maturato in un contesto di violenza di genere. È questa la prima ipotesi al vaglio degli investigatori: secondo una prima ricostruzione, il killer, avrebbe da tempo rivolto avances alla 38enne. Dopo il rifiuto della donna, l’uomo avrebbe ucciso lei e la figlia Alicia, di appena 8 anni, mentre si trovavano in casa. Subito dopo sarebbero rientrati il marito e il figlio maggiore Onion. L’assassino, nascosto dietro la porta, avrebbe atteso i due colpendo mortalmente Kamal Udu, mentre il ragazzo sarebbe riuscito a fuggire, rimanendo ferito. Se questa ipotesi verrà confermata, la contestazione nei confronti del responsabile potrebbe comprendere il femminicidio.
Il post sui social: chi è Hossain Shahadat
“Un uomo non muore da solo. Dovresti morire con i tuoi cari. Così nessuno deve soffrire per nessuno”, aveva scritto sui social prima della strage. Hossain Shahadat, cittadino bengalese nato nel 1983, richiedente asilo che proprio il giorno della strage aveva ottenuto dalla Questura di Frosinone il riconoscimento dello status di rifugiato politico e il conseguente permesso di soggiorno. Gli investigatori della Squadra Mobile di Roma stanno verificando ogni suo possibile spostamento. Le attività investigative interessano non solo Roma e la provincia di Frosinone, ma sono state estese anche all’estero, in particolare nel Regno Unito, dove l’uomo ha moglie e figli.
